Squid Game, boom social anche in Italia per la serie Netflix da record

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Le conversazioni in rete analizzate da Socialcom,

La data da segnare è quella del 17 settembre, ovvero il giorno in cui Netflix ha pubblicato sulla propria piattaforma le nove puntate della serie sudcoreana Squid Game. Da allora, calcola la stessa Netflix, circa 111 milioni di account iscritti alla piattaforma streaming hanno visto la serie. E in un solo mese. Un vero e proprio record, che potrebbe far diventare Squid Game la serie più vista in assoluto nella storia di Netflix (‘Bridgerton’ nello stesso lasso di tempo fu visto da 82 milioni di account, ‘Tiger King’, la serie cult del primo lockdown, da 64 di milioni).

Che Squid Game sia diventato un vero e proprio fenomeno lo vediamo ogni giorno sempre di più: al bar, quando l’amico di turno ci parla per la prima volta di questa nuova serie un po’ cruenta appena uscita; su Instagram, quando tra i reels molti influencer replicano uno dei giochi più famosi della serie; sugli organi di informazione preferiti dai “boomer”, ovvero i quotidiani, i quali dedicano a Squid Game lunghi articoli e dettagliati approfondimenti. Persino tra le pubblicità di Facebook e Google cominciano ad apparire store online che vendono i gadget della serie, le felpe con i numeri dei 456 concorrenti o il kit per poter partecipare alla challenge del caramello.

A livello globale spicca, ad esempio, il dato di TikTok. Sul social di proprietà di ByteDance, i video riguardanti la serie hanno raggiunto la bellezza di 38,4 miliardi di visualizzazioni. In appena un mese Squid Game ha doppiato le visualizzazioni totali dei video che riguardano le donne e la politica.

Anche in Italia Squid Game è diventato un vero e proprio fenomeno. Le conversazioni in rete avvenute tra il 17 settembre e il 13 ottobre, e analizzate da Socialcom, confermano che il nostro Paese sta (in)seguendo la tendenza mondiale.

Partiamo da due dati fondamentali. Sul tema in appena 27 giorni si registrano oltre 2,5 milioni di post, che hanno prodotto circa 19 milioni di interazioni (somma di like, commenti, condivisioni degli utenti sui singoli post).

Nella tabella relativa all’engagement c’è sicuramente un fatto interessante da notare, che potrebbe aver determinato, almeno in Italia, il boom vero e proprio della serie televisiva: il picco massimo di engagement si raggiunge tra il 4 e 5 ottobre. Sono i due giorni del Facebook- Instagram-Whatsapp down che hanno mandato in panico milioni di italiani. Il distacco forzato dai social è il motivo che ha “costretto” gli utenti italiani a ripiegare su Netflix? È possibile. E quale ruolo ha giocato in quel frangente l’algoritmo di Netflix? La piattaforma fondata da Reed Hastings ha approfittato del “buio social” per promuovere la sua serie televisiva? Sta di fatto che in quei due giorni si registrano 4,28 milioni di interazioni ai post che parlano della serie. Utenti che magari l’hanno vista e sono corsi a condividere sui social le proprie impressioni una volta terminato il down delle piattaforme.

Engagement totale: 17,93 milioni (17 settembre – 13 ottobre 2021)

Il sospetto, dunque, che Squid Game sia più semplicemente una azzeccata mossa di marketing da parte di Netflix è sempre più forte. E’ questo riapre il dibattito sulla potenza degli algoritmi e sulla loro capacità di influenzare la società di oggi.

Ovviamente alla viralizzazione della serie hanno contribuito anche altri fattori.

I social sono sicuramente lo strumento che ha contribuito in maniera più significativa al successo di questa sconosciuta serie tv, le cui musiche e scene sembrano essere state create appositamente per Instagram e Tik Tok e si prestano, un po’ paradossalmente persino, a divertenti meme.

“Al di là di tutto, Squid Game ha un grande significato sociale che è stato compreso con molta semplicità da chi lo ha visto, perché racconta della vita degli ultimi, delle ingiustizie nel mondo, della “fortuna” di avere un’ultima opportunità quando si è sull’orlo del baratro”, spiega Luca Ferlaino, fondatore di Socialcom. “I protagonisti della serie rispecchiano la società moderna, fortemente polarizzata tra chi non ha scrupoli e chi riesce a far emergere la propria umanità anche quando potrebbe infierire sui proprio avversari”.

“Sorprende sicuramente come le barriere linguistiche, in questo caso parliamo di una serie che non è stata ancora doppiata in italiano e si può guardare solo con audio in lingua originale sottotitolato, non solo non abbiano impedito alla serie di diffondersi, ma l’abbiano in qualche modo caratterizzata, aiutandone il processo di viralizzazione. È il nuovo modello con cui Netflix imporrà in futuro la fruizione delle serie tv che intende far spopolare?”.

Ferlaino spiega ancora: “Abbiamo realizzato questa analisi in esclusiva per Prima Comunicazione perché l’innegabile successo di Squid Game pone comunque degli interrogativi importanti sui motivi che ci sono dietro. Che non sono legati solo alla struttura della serie stessa, alla trama e all’audience di riferimento, ma anche a un tema più tecnico di concorrenza tra i social network e le piattaforme streaming. Noi prevediamo che il futuro veda un’integrazione delle due cose. La vera differenza sarà tra contenuto e contenitori. Staremo a vedere”.