Facebook sotto attacco sulla stampa Usa. E intanto spunta una nuova talpa

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Non c’è pace per Facebook. Ormai da settimane oggetto di approfondimenti e inchieste nei ‘Files’ del Wall Street Journal, il social di Mark Zuckerberg deve incassare le bordate che arrivano da altri quotidiani americani. A cominciare dal New York Times.

Nyt: ignorato allarme dei dipendenti

Il Nyt nel week end ha citato documenti interni dai quali risulta evidente come il problema delle fake news e dei contenuti cospirazionisti sulla piattaforma fosse sentito dai dipendenti. Più volte infatti avrebbero cercato di dare l’allarme su questo fronte, prima e dopo l’ultima tornata elettorale.
Secondo il materiale raccolto, la società era consapevole dei movimenti e dei gruppi di estremisti che cercavano di polarizzare l’opinione pubblica americana prima delle elezioni.
Pur non offrendo un quadro chiaro sul processo decisionale di Facebook, i documenti rivelano che i dipendenti della società erano convinti che sarebbe stato necessario fare di più. Ma il social non è riuscito ad affrontare e gestire il problema.

WaPo: accuse da una nuova talpa

Dalle pagine del Washington Post, invece, sembra essere pronta a spuntare una nuova gola profonda che accusa Facebook di aver messo la crescita e i profitti al primo posto.
Secondo il quotidiano, l’ex dipendente di Facebook, in una dichiarazione giurata alla Sec, ha riportato le dichiarazioni di Tucker Bounds, ora vicepresidente della comunicazione. “Sarà un fuoco di paglia. Alcuni legislatori si arrabbieranno. Ma in poche settimane passeranno a qualcos’altro. Nel frattempo stiamo stampando soldi nel seminterrato e stiamo bene”, avrebbe detto a proposito dellee interferenze russe sulle elezioni, nel 2016 disse.