Fuortes e lo psicodramma dello spostamento di Un Posto al Sole

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Aldilà della valanga di chiacchiere, allarmi, imprecazioni girati in questi giorni sull’ipotesi di spostamento di ‘Un posto al sole’ in onda su Raitre alle 20, 45, vi proponiamo alcuni ragionamenti partendo da analisi dei palinsesti e dati di ascolto

I Punti Chiave

  • L’ad della Rai, Carlo Fuortes, e l’idea di spostare in altra collocazione Un Posto al Sole, storico access prime time di Rai3
  • Cosa dicono i sindacati e cosa suggeriscono in numeri
  • Upas e Otto e Mezzo, complementari per target

Che problemi per Carlo Fuortes, che domani va in consiglio di amministrazione della Rai dove certamente si parlerà del piano industriale (ma non solo) con qualche preoccupazione laterale. Spostereste l’ampolla col sangue di San Gennaro dalla teca che da alcuni decenni, dentro una cassaforte, dietro l’altare della Cappella del tesoro, la ospita in cattedrale? Oppure la lascereste tranquilla e sicura dove è? Questo esempio un po’ paradossale fa capire bene la complessità della partita che sta dietro all‘idea dell’ad della Rai, girata in queste settimane, di spostare ‘Un posto al sole’ (‘Upas’), il  real drama più lungo della storia della televisione italiana, in onda alle 20.45 alle 21.20 su  Raitre, per fare spazio a un programma giornalistico.  La notizia di un progetto ancora embrionale ha messo in moto reazioni incredibili.

L’ad della Rai, Carlo Fuortes, e l’idea di spostare in altra collocazione Un Posto al Sole, storico access prime time di Rai3

È di oggi la notizia di una interrogazione parlamentare del deputato napoletano Luigi Iovino, eletto con il Movimento 5Stelle, che si è fatto portavoce della contrarierà dei suoi concittadini, tra cui abbondano i fan della soap realizzata nel capoluogo campano dal 1996 e da allora quasi ininterrottamente in onda, di fronte all’idea ‘sacrilega’ di spostarla sulla stessa Rai 3 alle 18.30, oppure trasferirla in un’altra fascia sulla seconda rete o addirittura sulla prima rete. Il cambio servirebbe a fare spazio ad un programma giornalistico affidato a Lucia Annunziata (sentita, ma non ingaggiata) fatto apposta per trattenere il pubblico della rete interessato all’informazione e approfondimento, e non obbligarlo a  spostarsi per sintonizzarsi su La7 per seguire Otto e mezzo di Lilly Gruber o su Rete4 dove va in onda ‘Stasera Italia’ con Barbara Palombelli e Veronica Gentili.

Marzio Honorato, pioniere della soap made in Napoli

Secondo studi del marketing Rai, una parte congrua del pubblico di Rai3, infatti, considera da anni ‘Un posto al Sole’ come una realtà un po’ aliena rispetto al resto della proposta della rete. Però ‘Un posto al sole’, che si distingue dai talk,  pareggia con la Gruber in termini di ascolto. La ripetizione quotidiana di ‘Upas’  attira una comunità molto numerosa che – ad esempio- ieri (lunedì 25 ottobre) contava quasi 1,8 milioni di partecipanti (7,4%), con ‘Otto e Mezzo’ a 1,739 milioni e 7,2%. Il 21 di ottobre, invece, ‘Upas’ raggiungeva circa 1,7 milioni di spettatori ed il 7% della platea davanti alla tv. Ed era un seguito anche in quel caso più folto di quello radunato da Lilli Gruber (per ‘Otto e mezzo’ su La7 c’erano 1,654 milioni ed il 6,9%) e, nondimeno, da Barbara Palombelli (per ‘Stasera Italia’ su Rete4, nei due segmenti c’erano 1,039 milioni di spettatori e poi 838mila), nonchè Manuela Moreno (che nel suo rito abbreviato da venti minuti, con Tg2 Post dopo il Tg2 delle 20.30, raccoglieva 847mila spettatori ed il 3,5%).

Un momento di Che succ3de? con Geppy Cucciari alla conduzione

Va detto, inoltre, che collocata immediatamente prima di ‘Un Posto al sole’, c’è la trasmissione ‘Che succ3de?’, con Geppy Cucciari alla conduzione, che ieri ha raccolto oltre 1,3 milioni di spettatori (5,7%); e che anche giovedì scorso aveva portato a casa un bottino di oltre 1,3 milioni di spettatori con il 5,8%.

Va specificato pure che la serata di ieri e quella del 21 ottobre non sono state affatto particolari. I risultati e le dinamiche che si sono prodotti – lo dicono anche i risultati della attuale stagione tv, elaborati in profondità da Studio Frasi – non sono stati molto diversi da quelli che mediamente si esprimono nella fascia in questione, nella striscia settimanale e nelle ultime stagioni tv. Nello stesso periodo preso in esame – dall’avvio della stagione fino al 22 ottobre – emerge come ‘Upas’ ottenga 1,594 milioni ed il 6,96% nel 2021, mentre otteneva 1,594 milioni di spettatori ed il 6,73% nel 2020 e 1,578 milioni ed il 6,64% nel 2019.

Cosa dicono i sindacati e cosa suggeriscono in numeri

Cambiare è positivo, rilanciare l’informazione in una fascia concorrenziale e influente è certamente un aspetto fondamentale della mission del servizio pubblico. Ma i numeri di cui sopra, ed altri ancora elaborati per Prima da Studio Frasi, offrono la possibilità di fare qualche documentata riflessione di approfondimento.

Sul versante più politico industriale contro lo spostamento si sono subito messi di traverso i sindacati: la preoccupazione è che si indebolisca un importante polo produttivo partenopeo in particolare e meridionale in linea più generale, che si depauperi rapidamente il tesoretto di competenze creato in tanti anni.

Tenendo il focus sui numeri di Auditel, vanno considerati aspetti diretti e collaterali importanti. Il primo è il più semplice. Proprio incamerando pubblico diverso (fuori dal classico target di Rai3) e raggiungendo livelli di ascolto molto significativi, il programma (tra i più visti della graduatoria di rete) costituisce una piattaforma di lancio ideale della programmazione di prima serata.

La terza rete, oltre tutto, pratica molto bene questo aspetto della pianificazione, programmando nella stessa fascia la trasmissione di Massimo Gramellini al sabato sera e l’autotraino di Fabio Fazio alla domenica. Il buon access prime time di Rai3, in pratica, è una delle basi attraverso cui Di Mare ottiene buoni risultati in prima serata. Ieri ad esempio, c’è stata un’altra buona partenza di ‘Report’, che ha superato il 10% di share. Ma molto bene fanno anche ‘Che tempo che fa’, ‘Chi l’ha visto?’ e non sono cattivi i risultati dei film. Vale la pena rompere il meccanismo?

Il secondo punto è quasi altrettanto ovvio. L’eventuale programma di informazione correrebbe in un’arena già molto affollata e sempre più ripetitiva: prima ‘Otto e Mezzo’ calamitava opinionisti e presenze politiche che non andavano mai nelle altre due trasmissioni. Adesso  alcuni dei personaggi distintivi,  tipo Gianrico Carofiglio, Antonio Padellaro e Massimo Cacciari, ad esempio, tendono ad andare in altre trasmissioni, tanto più se devono promuovere un libro o la testata di appartenenza .

Una puntata di Otto e Mezzo

Non sarebbe semplice, anche per una professionista autorevole come la Annunziata, collocarsi e affermare una propria identità distintiva, mettendo in discussione la leadership storica della Gruber e conseguire un risultato capace di non far apparire come un autogol la sostituzione di ‘Un posto al sole’.   

La graduatoria di Rai3 in questa porzione di stagione, Fonte Auditel, Elaborazione Studio Frasi
Come si muovono gli spettatori tra Rai3 e La7 nell’Upas Time. Fonte Auditel, Elaborazione Studio Frasi

I movimenti nell’Upas Time, considerate anche le altre reti. Fonte Auditel, Elaborazione Studio Frasi

Gli effetti di rimbalzo. Il passaggio di Annunziata all’access, lascerebbe sguarnito lo spazio che attualmente la giornalista occupa nel pomeriggio della domenica con ‘Mezzora in più’. Il talk fa buona informazione, allarga il respiro alle problematiche internazionali e ottiene buone audience. Una soluzione con cui Viale Mazzini ha risolto un problema non banale, rispondendo con efficacia ed intelligenza alla domanda d’informazione che prima, in maniera molto pop, nella stessa collocazione, veniva esaudita su Rai1 da Massimo Giletti con ‘L’Arena’, collocata prima di ‘Domenica In’. Tra le varie chiacchiere che girano  c’è l’ipotesi che Franco Di Mare direttore di Rai3 sarebbe prontissimo a prendere il testimone domenicale, vedovo della conduzione di ‘Frontiere’ il venerdì.

 Il traino.  Le prestazioni di ‘Upas’ nella fascia pomeridiana  non sono garantite, con effetti negativi sul Tg3, che adesso può contare sul traino efficace del solido ‘Geo’ per l’edizione chiave delle 19.00.

Ipotesi atterraggio su Rai2. La seconda rete è in forte crisi identitaria e di risultati (anche ieri ‘Quelli che il lunedì’ non è arrivato al 3%) e potrebbe sfruttare molto bene lo zoccolo duro di fedeli di ‘Upas’ per lanciare la propria prima serata. Ma nessuno può garantire che non ci sia, invece, un effetto di rigetto o che, comunque, il pubblico che seguiva il programma su Rai3 lo segua nelle stessa misura sulla seconda rete. Rai2 infatti è molto mal percepita dai frequentatori di Rai3,  veri e propri antipatizzanti, specie del Tg2, di marca centrodestra, che precederebbe ‘Un posto al sole’  nel nuovo assetto di programmazione.

Altro aspetto collaterale: il cosiddetto risucchio. ‘Upas’ è una sorta di riferimento per il proprio ampio bacino di irriducibili cultori. E così negli anni recenti ha funzionato pure da ideale terreno di ancoraggio per una sperimentazione ‘protetta’ di alcune delle chicche della rete. Il discorso vale, prima della gestione di Di Mare, per molti progetti e prodotti: il racconto minimalista e neorealista esperito affidandosi ai docufilm; ma anche le interviste di Pif con ‘Il testimone’; e ‘I Dieci comandamenti’ di Domenico Iannaccone, oppure ‘Indovina chi viene a cena’ di Sabrina Giannini.

Di Mare ha molto brillantemente allargato la tastiera delle opzioni proponendo il delizioso programma di Stefano Bollani (‘Via dei Matti numero zero’) e quello altrettanto fortunato già citato di Geppy Cucciari. Tutti questi prodotti editoriali hanno beneficiato dell’effetto ‘risucchio’. Hanno cioè profittato della benevola attesa del target di ‘Upas’ in parcheggio, che queste proposte hanno sottratto allo zapping.

‘Upas’  polo produttivo che genera lavoro e professionalità a vari livelli utilizzati dall’azienda. Per stare solo agli aspetti artistici, e solo a pochi nomi di un elenco sterminato, ‘Un posto al Sole’ ha funzionato come palestra, occasione di lancio o rilancio, ad esempio, per Gabriele Muccino tra i registi e, lato cast, per attori come Serena Autieri, Serena Rossi, Laura Chiatti, Greta Scarano, Giorgia Wurth, Cesare Bocci. Ma hanno partecipato alle vicende quotidiane partenopee, tra gli altri, anche Bedi Moratti, Michela Rocco di Torrepadula, Mario Merola, Sidney Rome,  Antonio Zequila, Walter Nudo, Marina La Rosa, Vittoria Schisano, Emanuela Tittocchia, Walter Nudo, Tiberio Timperi, Cinzia Monreale e tantissimi altri frequentatori degli schermi tv di tutte le reti.

Lucia Annunziata

Upas e Otto e Mezzo, complementari per target

Le analisi prodotte da Studio Frasi forniscono altre importanti ed essenziali informazioni di contesto. A partire dagli equilibri tra ‘Un posto al Sole’ e ‘Otto e Mezzo’ fino a questo punto della stagione. I programmi sono bilanciati (1,6 milioni pari) e addirittura – come mostrano bene le tavole – quasi complementari. ‘Un posto al sole’ – in sintesi – raccoglie un pubblico più giovane, tendenzialmente più dislocato nelle regioni meridionali (tra le eccezioni la Sicilia), però meno abbiente e meno acculturato di quello di ‘Otto e Mezzo’. Comune, comunque, la predilezione degli over 65, che garantiscono a Upas il 7,81% e a ‘Otto e mezzo’ il 9,92%. Gruber doppia la soap sia tra i ‘ricchi’ che tra chi ha studi universitari, ma senza che Upas cali sotto il 6%. Gruber va fortissimo in Friuli (12,5%), mentre Un posto al sole da il massimo in Campania (al 13,1%). Upas viene drasticamente bocciato dai veneti (4,7%) e, a sorpresa, dai siciliani (3,62%). Mentre per Otto e mezzo la presa è minore in Campania (3,17%) e Basilicata (3,2%).  

PROFILI A CONFRONTO

Periodo 13-set-21/25-ott-21 (lun-ven)Rai 3La7Rai3 – La7
31 episodiUN POSTO AL SOLE8 1/2Diff.
TargetAudienceShareAudienceShareAudienceShare
Gender=M640.1456,02768.3137,2-128.168-1,2
Gender=F966.6427,67832.0286,58134.6141,1
Age group=4-718.9603,857.0661,4411.8942,4
Age group=8-1449.8125,5316.5921,8433.2203,7
Age group=15-1926.4114,9222.8594,263.5520,7
Age group=20-2430.8285,922.2254,258.6031,7
Age group=25-3474.4624,8755.7353,6318.7271,2
Age group=35-44156.1286,2782.9253,3273.2033,0
Age group=45-54235.5806,29184.1904,8951.3901,4
Age group=55-64322.3717,76326.6047,82-4.233-0,1
Age group=65+692.2357,81882.1469,92-189.911-2,1
Education=Less than 14 years64.4194,8919.2751,4645.1443,4
Education=Primary school328.4448,17150.0733,72178.3714,5
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Education=High school567.4176,94652.6087,94-85.191-1,0
Education=University167.5497,48335.77314,9-168.224-7,4
CSE3.0=Bassa193.6806,7169.9032,41123.7774,3
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CSE3.0=Alta164.2916,45345.13113,48-180.840-7,0
Region=Abruzzo44.2498,4834.6056,649.6441,8
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Tot. Individui + ospiti1.606.7876,921.600.3416,866.4460,1

Lanalisi della channel migration nella fascia oraria clou, mostra invece come il saldo tra le reti sia negativo per ‘Un posto al sole’ per quello che riguarda gli arrivi da La7 su Rai3, mentre è positivo per quello che riguarda gli altri canali.  Il risultato medio di questa prima parte della stagione, infine, accorda a ‘Un Posto al Sole’ una posizione solida nella top ten di rete, e la quarta in assoluto tra i programmi, con il primato fuori dalla prima serata Tg a parte.