Rai, rivoluzione a Viale Mazzini: passa l’organizzazione per Generi

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Via libera dal Cda al nuovo modello organizzativo che prevede 10 direzioni di Genere con il compito di produrre i contenuti per reti e digitale

C’era una grande attesa per il Cda di oggi che doveva analizzare il nuovo modello organizzativo della Rai presentato dall’ad Carlo Fuortes che prevede il passaggio della responsabilità dei programmi dalle reti ai Generi. Il modello ha ricevuto il via libera all’unanimità.

Dieci in totale le direzioni di Genere: intrattenimento prime time, intrattenimento day time, cultura ed educational, documentari, fiction, sport, cinema, approfondimento, kids, contenuti RaiPlay.
Esse, come spiega la nota Rai, “dovranno produrre contenuti per i canali Rai Uno, Due e Tre, per la piattaforma digitale Rai Play e per i canali specializzati, declinandoli a seconda dei diversi pubblici e dei profili editoriali dei canali e piattaforme digitali”.

La nota Rai

Il Consiglio di amministrazione della Rai, riunitosi oggi sotto la presidenza di Marinella Soldi, ha deliberato all’unanimità l’attuazione del Modello organizzativo per Generi, dando mandato all’amministratore delegato Carlo Fuortes di procedere per la sua attuazione.

Dieci le direzioni di Genere che dovranno produrre contenuti per i canali Rai Uno, Due e Tre, per la piattaforma digitale Rai Play e per i canali specializzati, declinandoli a seconda dei diversi pubblici e dei profili editoriali dei canali e piattaforme digitali. Le direzioni di Genere sono: intrattenimento prime time, intrattenimento day time, cultura ed educational, documentari, fiction, sport, cinema, approfondimento, kids, contenuti RaiPlay.
Il modello organizzativo per Generi, peraltro già adottato dai principali Broadcaster Pubblici europei, costituisce un fondamentale momento di discontinuità e un punto di ripartenza ineludibile per l’azienda, accelerando il processo di trasformazione digitale quale requisito necessario al mantenimento del ruolo centrale di Servizio Pubblico in un contesto multipiattaforma.

L’evoluzione operativa dall’attuale organizzazione verticale a quella per generi si completerà con il varo del palinsesto estivo che sarà interamente programmato dalle direzioni di Genere.
L’attuazione del modello per Generi è il primo passo del nuovo Piano Industriale 2022-2024 che sarà elaborato nei mesi successivi anche nell’ambito del prossimo Contratto di Servizio 2023-2027 ed in relazione alle risorse economiche disponibili.

I conti semestrali

Durante la riunione, il consiglio ha esaminato e approvato all’unanimità il bilancio della Rai e quello consolidato di gruppo al 30 giugno 2021.
Il primo semestre 2021 del Gruppo Rai si è chiuso con un risultato in utile di 9,7 milioni di euro, in miglioramento rispetto al corrispondente 2020 (utile netto di 4,8 milioni di euro).
Per l’esercizio in corso, spiega una nota, Rai prospetta un risultato economico consolidato a fine anno in sostanziale pareggio, in linea con quanto avvenuto negli ultimi due esercizi.

La posizione finanziaria netta risulta negativa per 317,3 milioni di Euro (- 275,9 milioni di Euro al 30 giugno 2020). Relativamente alla prevedibile evoluzione della gestione del Gruppo Rai, l’aggiornamento delle proiezioni economiche per l’esercizio in corso “prospetta un risultato economico consolidato a fine anno in sostanziale pareggio”, nonostante la presenza nel corso del 2021 dei grandi eventi sportivi e grazie sia alle migliori performance della raccolta pubblicitaria sia alle misure di contenimento dei costi impostate nella seconda parte dell’anno, unitamente ad una posizione finanziaria negativa, ma comunque attestata su livelli di sostenibilità.