Brunello Cucinelli (Foto LaPresse)

E ora Cucinelli finanzia una biblioteca universale

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Ad inaugurarla, nel 2024 a Solomeo, ci sarà Mario Draghi

Come faccia Brunello Cucinelli a rimane ostinatamente ottimista, fiducioso nel futuro, innamorato della vita rimane un mistero. La fede? Le origini contadine? La cultura accumulata nel tempo da autodidatta? Rimane lo stupore per l’annuncio di una futura Biblioteca universale in quel di Solomeo, il paesino umbro vicino a Perugia che è diventato cuore e simbolo dello stile Cucinelli.

Massimo De Vico Fallani e Brunello Cucinelli

Annuncio fatto in pieno stile Cucinelli, al teatro Strehler di Milano, stamattina, ovvero con un’organizzazione perfetta, un parterre de rois con direttori, opinion, giornalisti, uomini della cultura, investitori. Per dire cosa? Che nel 2024 il borgo umbro avrà una Biblioteca universale, duemila metri quadrati di estensione, nel centro della cittadella e con una prima mole di volume sui 30-35 mila per arrivare a 400-500mila.

Cinque le discipline individuate per approfondire – e in tutte le lingue e culture – filosofica , letteratura, poesia, architettura e artigianato. Sul palco, insieme al re del cashmere, anche un busto di Adriano: «Mi sento responsabile della bellezza del mondo, ha detto l’imperatore celebrato dalla Yourcenar. Adriano mi ha insegnato a progettare per l’umanità. E questa Biblioteca universale durerà per mille e più anni, ogni tanto bisognerà rifare il tetto, certo, ma rimarrà» racconta Cucinelli.

Biblioteca Universale di Solomeo – progetto

Per selezionare i volumi, rigorosamente cartacei, ci sarà un team interno e uno esterno. Tutti i libri saranno acquistati, pagati dalla Fondazione Brunello Cucinelli. Il primo libro sarà Marco Aurelio imperatore, seguito dal Simposio di Socrate «la più bella opera». «Il libro nutre» ha detto a Milano «e, nel periodo buio della pandemia, ci siamo domandati cosa fare, cosa donare e lasciare».

Biblioteca di Alessandria

Cucinelli crede da sempre nella forza formativa della cultura e della lettura in particolare. È stato per certi versi “l’inventore” dell’umanesimo imprenditoriale, dell’etica applicata al business, della spiritualità sposa felice del budget. Ha costruito un piccolo impero morbido, di cashmere, con 2200 dipendenti e 5mila di indotto. È un marchio conosciuto nei cinque Continenti, dove vende giocando le carte della qualità, del lusso e del made in Italy, artigianato in testa. È quotato in Borsa dove continua a fare performance invidiabili.

Sull’Italia targata Draghi, l’imprenditore è più che ottimista: «Andiamo bene. Siamo i primi produttori al mondo di qualità. L’Italia di oggi è credibile e questo è importante per gli investitori. Abbiamo la cultura». E quando ha incontrato a Roma il Presidente del Consiglio poche settimane fa, fra i due è scattata una promessa: «Mario Draghi verrà ad inaugurare la Biblioteca universale di Solomeo».