Gubitosi (Tim): con Dazn ci aspettavamo una partenza più rapida. I numeri? sono vincolato alla segretezza, ma…

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Conferenza stampa di commento ai dati del terzo trimestre (che non sono piaciuti al mercato e alla Borsa) per il ceo di TIM, Luigi Gubitosi. Che ha parlato anche di Dazn e del calcio come driver di crescita. Partenza lenta, ma è diminuito il churn dei clienti.

I PUNTI CHIAVE

  • Il calcio è il primo dei quattro key driver dell’azienda guidata da Gubitosi
  • I dati di Dazn? Il patto con lo streamer vincola il ceo alla segretezza, ma…
  • Secondo il capo di Tim la tendenza è chiara: per i contenuti meno satellite più broadband

Tim in primissimo piano. Si è tenuta oggi l’attesa conferenza stampa di commento ai dati del terzo trimestre. Un bilancio dei primi nove mesi dell’anno in corso che non è piaciuto al mercato e alla Borsa, che oggi ha fatto segnare al titolo un drastico saldo negativo, superiore al 5%. A parlare sul tema sono stati il ceo dell’azienda, Luigi Gubitosi, e il cfo, Giovanni Ronca. Sullo sfondo, ma nemmeno troppo, la svolta sui contenuti e il calcio dell’azienda. Nel corso dell’incontro, Gubitosi ha fornito una panoramica di scenario. Mentre Ronca ha illustrato più in dettaglio i risultati finanziari. Ha partecipato al meeting virtuale anche Pietro Labriola, ceo cdi TIM Brasile in collegamento.

Luigi Gubitosi

Gubitosi ha esordito sottolineando come Tim stia “raggiungendo la leadership” nella digitalizzazione dell’Italia. “Il nostro contributo aumenta ogni giorno, che sia attraverso la banda ultralarga o i servizi digitali per i consumatori, per le imprese o la pubblica amministrazione, questo non cambia. Lo vediamo nei risultati trimestrali, nelle azioni e nelle iniziative che stiamo portando avanti”.

Gubitosi ha raccontato che “la forza lavoro di TIM si sta riducendo, e al contempo stiamo reclutando nuove risorse per le nostre aziende dedicate al digitale. Nel fisso abbiamo lanciato l’offerta calcio come distributore di Dazn, ottenendo la diminuzione del churn e sostenendo l’aumento degli accessi ultrabroadband”. Quattro i key driver di crescita indicati dal ceo.

Il calcio è il primo dei quattro key driver dell’azienda guidata da Gubitosi

“Il numero uno delle nostre start up è il calcio, come complemento della nostra strategia convergente. I clienti stanno passando dal satellite alla fibra. Ci aspettiamo che questa migrazione acceleri, considerando che gli spettatori di calcio sono quasi 5 milioni, con oltre 3 milioni su pay tv che erano principalmente sul satellite e con il resto che sono pirati. Pirati che avranno tempi sempre più duri in futuro, ve lo prometto”.

Il secondo driver di crescita è il fisso, che continua a crescere, con clienti solo mobile che in qualche caso acquisiscono anche il fisso, in qualche caso tornando anche al fisso.

Il terzo driver va ‘beyond connectivuty’, oltre la connettività, e “tutte le nostre aziende digitali stanno crescendo a doppia cifra andando verso il loro obiettivo che di più che raddoppiare entro il 2023 i loro 700 milioni di ricavi cumulati nel 2020”.

Il quarto driver di TIM, ha aggiunto Gubitosi, consegue dal PNRR governativo, con implicazione da protagonista per un attore del sistema Paese come TIM. Chiamato nella fase delle domande e risposte a approfondire la situazione dell’investimento fatto nel calcio, a dire quale sia il numero degli abbonati raggiunti e di quanti debbano essere i sottoscrittori di Dazn by TIM per ‘coprire’ il minimo garantito offerto alla streamer, Gubitosi ha risposto un po’ genericamente.

I dati di Dazn? Il patto con lo streamer vincola il ceo alla segretezza, ma…

“Non posso dare numeri specifici – ha detto il manager – perché il nostro accordo con Dazn non ci permette di comunicarli. Cerco però – ha aggiunto – di spiegare le cose dal punto di vista più qualitativo. Sulla stampa leggo un sacco di cose a riguardo, alcune corrette altre meno. E’ vero che l’accordo prevede un minimo garantito, ma comprende anche altre voci. Ecco, ad oggi non mi aspetto – ha sottolineato Gubitosi – che ci sia un impatto quest’anno. Ci stiamo muovendo meno rapidamente di quanto pensassimo inizialmente”. Il ceo di TIM ha ribadito ancora: “Ci aspettavamo una partenza più rapida. In realtà, abbiamo avuto un luglio molto forte e adesso le cose stanno riprendendosi. Però la seconda metà di agosto e settembre sono stati mesi meno efficaci rispetto a quanto credessimo inizialmente si sarebbe verificato”. Il manager ha suggerito che la promozione di Dazn e della Serie A da parte di Tim attualmente in atto sta funzionando. “Adesso stiamo commercializzando il calcio insieme a Netflix, Infinity+ e altro ancora, all’interno di un pacchetto che si chiama ‘Tutto’ e stiamo cercando di rivitalizzare l’interesse del pubblico. Sono abbastanza certo e siamo tutti fiduciosi nel team – ha continuato Gubitosi – che ci si stia muovendo nella direzione giusta e raggiungeremo il nostro obiettivo, anche se più tardi di quanto immaginato originariamente”.

Secondo il capo di Tim la tendenza è chiara: per i contenuti meno satellite più broadband

Perché questo ritardo o mancanza di velocità nella crescita? Gubitosi non ha citato le problematiche tecniche in cui è incorsa Dazn nella prima fase del torneo. Ha spiegato, piuttosto, che è un altro il motivo rilevante: “Stiamo lottando contro una forza che nel business è significativa e che è l’inerzia. Se per vent’anni hai avuto una certa abitudine – ha suggerito il manager – ci vuole un pochettino per cambiarla. Ci sono situazioni che hanno rallentato questo processo proprio a causa dell’inerzia; forse la gente deve diventare più consapevole e ricevere più informazioni”. Ma secondo il capo di Tim, “la tendenza è assolutamente chiara. Abbiamo guadagnato quote di mercato, il churn si è ridotto. Adesso – ha rimarcato – non solo quali siano i valori su questi versanti dei dati dei nostri concorrenti, ma noi abbiamo giocato bene. Ci sono sempre più clienti nostri che vogliono il nostro bundle ‘unica’, triple play e quadruple play. Sempre più clienti tendono a stare con noi più a lungo, ad essere più resilienti e fedeli. Nel primo trimestre del 2020 il churn era al 4,7% ora è ridotto al 3%, per me questo è già un motivo di grande soddisfazione”. Gubitosi è ottimista anche sulla spinta che il calcio contribuirà a dare alla conversione del Paese alla banda larga e super larga. “Le linee broadband sono già aumentate di 600 mila unità in un anno. Certo avrebbero potuto essere di più elevati ma succederà quando partirà il programma dei voucher. No va dimenticato che l’Italia è in questa fase il mercato broadband che è cresciuto di più in Europa”.