Editoria, In Legge Bilancio 350 milioni per rilancio. Moles: si torna a investire su settore fondamentale

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Il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria prevede 230 milioni per gli anni 2022 e 2023, altri 120 milioni riguardano la proroga del credito di imposta per l’acquisto della carta.

Sono 350 i milioni che la legge di bilancio approvata dal consiglio dei ministri del governo Draghi – e che ora inizia l’iter parlamentare – assegna segnatamente al settore dell’editoria. Si tratta nello specifico di un Fondo straordinario per l’editoria di 230 milioni per gli anni 2022 e 2023, mentre i restanti 120 milioni riguardano la proroga del credito di imposta per l’acquisto della carta. Da segnalare anche la conferma di App18, il bonus per i diciottenni che comprende la possibilita’ di acquisto di abbonamenti a quotidiani e periodici anche in forma digitale.

Il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” nasce con una dotazione di 90 milioni di euro per l’anno 2022, che diventano 140 milioni per l’anno 2023 ed e’ destinato “a incentivare gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media, nonché a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali e a sostegno della domanda di informazione”. Per quanto riguarda la ripartizione del Fondo straordinario, queste saranno stabilite – sentite anche le parti sociali – da un apposito decreto che definira’ le scelte allocative delle risorse, da adottare entro il 31 marzo di ciascun anno del biennio.

Per quanto concerne i credito di imposta sull’acquisto della carta in favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici, la legge di bilancio lo estende anche per gli anni 2022 e 2023, nella misura del 30 per cento delle spese sostenute, rispettivamente negli anni 2021 e 2022, entro il limite di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, (tetto di spesa). Il credito di spesa è fruibile esclusivamente in compensazione. Isul credito di imposta sull’acquisto della carta e’ in atteso a breve il pronunciamento Ue che sara’ favorevole e che sblocchera’ le procedure per gli anni 2020, 2021 e ovviamente anche 2022.

Grande la soddisfazione espressa dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’Editoria, Giuseppe Moles.

“I nuovi fondi andranno a sostenere in maniera determinante e incisiva un settore fondamentale per la nostra democrazia. Ho deciso di istituire il fondo straordinario – afferma in una nota – per supportare e incentivare l’attività e gli investimenti delle imprese editoriali perché ritengo prioritario fornire loro tutti gli strumenti necessari per metterle nelle condizioni di rilanciarsi e guardare al futuro con maggiore serenità”. Per Moles con questo intervento “insieme alle misure precedentemente già istituite e finanziate ed al copyright che, per il modo in cui e’ stato recepito, si tradurrà in nuove risorse per gli editori derivanti dal riconoscimento del nuovo diritto previsto dalla direttiva, e con i fondi del Pnnr ai quali potranno accedere tutte le imprese dell’intera filiera, abbiamo messo in campo, grazie al mio Dipartimento e all’interesse mostrato da tutto il governo, una serie di misure finalizzate non solo al sostegno ma indispensabili per un vero rilancio”.

Il segretario generale dell’FNSI, Raffaele Lorusso (foto Ansa)

Apprezzamento anche da parte del segretario generale dell’Fnsi, Raffaele Lorusso.

“Ha ragione il sottosegretario con delega all’Editoria, Giuseppe Moles: l’istituzione di un fondo straordinario per il settore può essere l’inizio di un’inversione di tendenza. Di questo gli va dato atto” afferma. Aggiungendo comunque cheche “per parlare di vera e propria svolta – è però necessario che il governo rivolga la propria attenzione anche al mercato del lavoro giornalistico e alla lotta al precariato dilagante. Da questo punto di vista, la formulazione della norma inserita nella bozza di manovra rischia di aggravare la situazione, visto che l’unica occupazione che si vorrebbe sostenere è quella di non meglio definiti e identificati giovani professionisti qualificati nel settore dei nuovi media. Un’impostazione inaccettabile perché è impensabile destinare risorse pubbliche alle imprese per sostenere l’innovazione senza prestare attenzione al lavoro dei giornalisti, sempre più precario e calpestato nei diritti fondamentali. È auspicabile, pertanto, che il sottosegretario Moles, che ha sempre manifestato interesse e sensibilità a questi temi, intervenga per apportare necessarie e inevitabili modifiche che rimettano al centro il lavoro regolare e il rispetto delle regole. Deve essere questo il primo passo verso l’apertura di un tavolo permanente per la riforma della legge per l’editoria”.