Switch off canali tv: la Rai perde ascolti, Mediaset un po’ ci guadagna

Condividi

Per adesso per Viale Mazzini è stata una sorta di autogol la prima parte della migrazione dei canali al nuovo standard del digitale terrestre. Premiata la prudenza e la furbizia di Mediaset, che lascia intatte o migliora su tutte le risorse chiave di Publitalia

  • La prima fase di switch favorisce Cologno, che ha mandato sul DVb T2 canali meno essenziali per l’audience
  • Le tabelle di Studio Frasi: a soffrire per la Rai sono Rai Movie, Rai5, Rai Premium, Rai4, YoYo e Gulp
  • In casa Mediaset stanno meglio Focus, Iris, Cine34 e Cartoonito

La Rai perde e ci guadagna Mediaset. E’ iniziato il 20 ottobre lo switch off che, attraverso varie tappe, porterà i telespettatori italiani nella nuova era del DVBT2. Al primo appuntamento di migrazione, ad essere più penalizzata in termini di risultati di ascolto, è per adesso la tv pubblica. Mentre soffre molto poco e risulta addirittura un po’ avvantaggiata quella commerciale.

Il perché di questa differenza non è difficile da scoprire. Si intuisce già leggendo l’elenco di canali che i due grandi broadcaster hanno deciso di rendere visibili, già in questa fase, ‘solo’ ai televisori già abilitati alla nuova tecnologia. Viale Mazzini ha spedito subito nella nuova era, infatti, alcuni canali ‘importanti’ in termini di capacità di conquistare audience: ci sono infatti Rai4, Rai Movie, Rai Sport + HD, RaiPremium e Rai YoYo e Rai Gulp, nella lista che poi comprende anche Rai5, Rai Storia, Rai Scuola. Più ‘furba’ e prudente è stata la scelta di Mediaset, che in questa fase ha inviato nel futuro ‘solo’ TgCom24, Mediaset Italia2, Boing Plus, Radio 105, R101 Tv e Virgin Radio Tv, comunque forti su altre piattaforme.

La prima fase di switch favorisce Cologno, che ha mandato sul DVb T2 canali meno essenziali per l’audience

Gli esiti di queste scelte si vedono, ad esempio, nella graduatoria delle native digitali free, semi generaliste e tematiche, nella prima serata di ieri. Al primo posto si è collocata Iris, al 2,43% con ‘Quei bravi ragazzi’, ed al secondo Cine34, con ‘Una moglie bellissima’ all’1,34%. Hanno pagato dazio, invece, dopo la scelta di stare fuori dalle tv meno aggiornate tecnologicamente del parco italiano, i numeri di molte delle proposte Rai in questo segmento di ulteriore competizione e concorrenza con Cologno.

Ma per evitare di mischiare, tra le cause di successo o insuccesso, aspetti tecnologici e di copertura e quelli di pura e semplice presa editoriale dell’offerta, magari con aspetti peculiari di serata, basta guardare ai numeri di questo particolare bouquet di reti dal 20 di ottobre a ieri.

Le tabelle di Studio Frasi: a soffrire per la Rai sono Rai Movie, Rai5, Rai Premium, Rai4, YoYo e Gulp

L’analisi di Studio Frasi mostra alcuni fenomeni di ‘guadagno’ e di calo molto evidenti, in qualche caso con un possibile effetto di vasi comunicanti. L’indicatore più utile, in questo caso, non sono gli ascolti e lo share, ma decisamente il ‘reach’, la ‘copertura’: la capacità cioè di una rete di convogliare uno spettatore su un programma per almeno un minuto.

Le tabelle di Studio Frasi che ragguaggliano sugli spostamenti degli ascolti e del reach tra il 20 di ottobre ed il primo novembre tra le ‘altre tv’ di Rai e Mediaset

Le tavole di Studio Frasi (in rosso i numeri in saldo negativo, in nero quelli positivi) dicono in maniera più che intuitiva come, nell’arco temporale considerato, in prima serata come nel giorno medio, la proposta Rai soffra di più di quella commerciale.

In particolare, nel giorno medio mostra come Rai Movie lasci sul campo il 29,5% del reach, Rai Premium il 18%, Rai YoYo il 15%. Inoltre Rai4 perde il 13% circa, Rai5 addirittura il 40,2%, Rai Scuola e Rai Storia quasi il 30%, Rai Gulp il 17,7%. Questi saldi in negativo finiscono quasi per specchiarsi, inevitabilmente, su quelli positivi di Focus, Cartoonito, Cine 34.

Chiaro che si tratta di numeri piccoli. Ma che diventano più importanti e percentualmente non risibili, specie per le emittenti più rilevanti di questo plotone succedaneo, ma non troppo, pubblicitariamente parlando, dell’offerta tv.