Sigfrido Ranucci (Foto LaPresse)

Bufera su Report per inchiesta vaccini. Bassetti: non è servizio pubblico

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La trasmissione di Rai3, accusata soprattutto dal Pd, di proporre tesi no vax. Si difende il conduttore: “che servizio hanno visto?”

Pioggia di critiche su Report. A scatenarle il servizio ‘Non c’è due senza tre’, che la trasmissione di Rai3 ha mandato in onda lunedì primo novembre, e che le è valsa l’accusa di portare sul servizio pubblico tesi no vax.
Realizzata da Manuele Bonaccorsi e Lorenzo Vendemiale, l’inchiesta ha affrontato il tema della terza dose del vaccino antiCovid, per raccontare gli interessi economici e le pressioni politiche che ci sono dietro la decisione.

Basseti: “non è servizio pubblico”

Le reazioni non si sono fatte attendere. A cominciare dalla scienza, con in prima linea il virologo Matteo Bassetti.
“Io ho visto un pezzo della trasmissione di ‘Report'”, “e non mi è per niente piaciuta nel senso che il servizio pubblico credo debba essere servizio pubblico e non mi pare che quello lo fosse”, ha detto all’Adnkronos Salute il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.
“Il servizio pubblico deve essere dalla parte del Sistema sanitario e dei vaccini o dalla parte del confondere la gente? Io credo, ha aggiunto, che la trasmissione di ieri abbia confuso la gente, non l’abbia aiutata, per cui credo che forse varrebbe la pena cambiare un po’ questo piglio e questo modo di fare sempre e solo trasmissioni inquisitorie e anche confondenti”.

Non solo. “Intervistare solo una parte non mi pare sia il modo corretto: anche nei processi c’è il contraddittorio e mi pare che ad oggi le ‘procure’, ha ironizzato Bassetti, abbiano sentito i consulenti di parte, ora bisognerà sentire anche quelli dall’altra parte”.

Matteo Bassetti (Foto ANSA/LUCA ZENNARO)

Il Pd contro Report

Ma anche la politica non è stata in disparte. Tra tutti i più accesi sono stati gli esponenti del Pd, ma critiche sono arrivate anche da Forza Italia e Italia Viva.
“E’ andato in onda un lungo compendio delle più irresponsabili tesi No Vax e No Green Pass”, hanno attaccato i membri dem della Commissione di Vigilanza Rai, sottolineando la presenza di “sedicenti infermieri che affermano di essersi infettati per responsabilità delle aziende farmaceutiche” e la diffusione di “dubbi sull’efficacia dei vaccini, perplessità sulla durata della copertura degli anticorpi, speculazioni dietrologiche sul grande business della terza dose detenuto da multinazionali del farmaco”. Per questo i parlamentari hanno chiesto ai vertici Rai se fossero a conoscenza dei contenuti del servizio e se ne avessero avallato la diffusione.

Di posizione opposta la Lega. “La campagna vaccinale del governo non è in discussione, ma mettere il bavaglio alla stampa è inaccettabile e pericoloso”, ha detto Massimiliano Capitanio accusando il Pd di aver taciuto in modo “complice” quando la trasmissione si è occupata “in maniera assolutamente parziale, e a tratti romanzata” delle inchieste sulla Lega o della sanità Lombarda.
“Ciò che viene raccontato può piacere o non piacere, ma non si può mettere sotto accusa chi riporta i fatti”, la posizione M5S, secondo cui “accusare la trasmissione di diffondere tesi No Vax è ingiusto, oltre che sbagliato”.

La replica di Ranucci

A tutti gli attacchi ha replicato il conduttore Sigfrido Ranucci. “Sono stufo di queste accuse. Sono vaccinato come tutta la redazione di Report, ma come giornalista devo essere libero di raccontare delle criticità”, ha replicato. “Quali sarebbero i contenuti no vax? Credo che i parlamentari non abbiano visto il servizio”.
“Report, ha detto all’Ansa, è da sempre a favore del vaccino come migliore prevenzione, ma un fatto non ha colorazioni no vax. È un fatto punto, che piaccia o no. Cercare di nascondere degli errori è il miglior modo di alimentare chi non crede nel vaccino”.

Sostegno dall’UsigRai

A fianco della trasmissione si è schierato l’UsigRai. “Da Report un rigoroso, serio e documentato lavoro giornalistico d’inchiesta come richiede il miglior servizio pubblico”, ha scritto in una nota il sindacato dei giornalisti Rai.
“Il sindacato difende il meticoloso lavoro dei colleghi e di tutta la redazione di Report, guidata da Sigfrido Ranucci”, ha aggiunto.

Ribadendo: “Il lavoro di Report è pertanto in linea con la missione d’inchiesta che accompagna da sempre la trasmissione in tutti i temi affrontati, compresa la pandemia da Covid19 dal suo inizio, facendo emergere la provenienza delle tesi complottiste sulla sua origine e il “sistema di diffusione” di queste tesi antiscientifiche organizzato tramite social”.

Esposto Codacons in procura

Intanto è intervenuto anche il Codacons, che ha deciso di fare luce sulla questione e di interpellare la magistratura affinché avvii una indagine sulla ‘terza dose’ del vaccino anti-Covid.
“Presenteremo un esposto chiedendo alla Procura di sequestrare il servizio realizzato da ‘Report’ e di accertare l’intero iter seguito dalle istituzioni italiane per determinare la decisione di somministrare la terza dose di vaccino ai soggetti fragili”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi.
“Che i vaccini rappresentino un business miliardario per le case farmaceutiche è cosa ben nota, ed è pertanto nell’interesse della collettività approfondire, in modo neutro e oggettivo, i contenuti del servizio di Report e confermare la correttezza dell’operato delle autorità sanitarie, senza strumentalizzazioni politiche e senza mettere in dubbio la validità della vaccinazione”.

“Non contestiamo al possibilità di arrivare ad una terza dose di vaccino anti-Covid per tutti, ma riteniamo che tale decisione debba essere adottata sulla base di criteri scientifici certi e incontestabili, soprattutto alla luce dei dubbi sollevati dal servizio di Report”, ha concluso Rienzi.