Moles: dopo il ‘’tesoretto” della finanziaria con il Copyright ulteriori risorse l’editoria

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110 milioni al pluralismo dell’informazione , 120 milioni di credito di imposta per la carta, più 230 milioni straordinari per il prossimo biennio: il sottosegretario all’Editoria traccia un bilancio dei suoi primi otto mesi

Punti chiave

  • Unicun in Europa
  • Consistenti sostegni al settore editoriale
  • Prepensionamenti e nuove assunzioni
  • Inpgi in Inps: pensioni giornaliste garantite da Stato

L’approvazione, avvenuta ieri, da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sul diritto d’autore, cosiddetto copyright, per la filiera editoriale rappresenta la possibilità di disporre di nuove e importanti risorse. Ne è convinto il sottosegretario all’editoria, Giuseppe Moles, che si considera un po’ come il padre del decreto, che ha formulato originariamente ed è poi stato definito con il contributo di alcuni dicasteri, come quello di Dario Franceschini e delle commissioni parlamentari.

‘’ Il diritto agli editori di avere un equo compenso come lo abbiamo normato – rileva Moles a Primaonline – è forse un unicun in Europa. Non prevede solo l’obbligo alla negoziazione fra chi realizza e chi riproduce il prodotto editoriale, ma introduce anche la definizione qualitativa dell’estratto breve e la fornitura, ad esempio da parte di Google o altre OTT , dei dati relativi ai ‘’contatti’’ generati dall’articolo o parte di esso rilanciato’’.

Il sottosegratio all’editoria, conversando con Primaonline non nasconde di considerare il decreto sul Copyright, un risultato importante del suo lavoro che in soli otto mesi, senza alcuna enfasi particolare, ha portato consistenti sostegni al settore editoriale a partire dall’aumento delle ‘’cubature’’ finanziarie dei provvedimenti già in essere, fino al ‘’tesoretto’’, contenuto nella finanziaria.

‘’Ai 110 milioni destinati al pluralismo dell’informazione e ai 120 milioni di credito di imposta per la carta, si aggiungono – sottolinea Moles – 230 milioni straordinari per il prossimo biennio e ulteriori 60 milioni destinati alle edicole e alla distribuzione. Se non intervengono modifiche nel corso dell’approvazione parlamentare si tratta di risorse aggiuntive pronte ad essere fornite dal Dipartimento dell’editoria alle aziende editoriali, a fronte di validi progetti di investimento o di ristrutturazione che rispondano alla normativa. Essi potranno prevedere – precisa – sia prepensionamenti che nuove assunzioni’’.

Nel ‘’bottino’’ di Moles entra anche la non meno importante soluzione dell’ INPGI 1 in default , a cui ha evitato il commissariamento favorendo il trasferimento all’Inps. ‘’Le pensioni dei giornalisti attuali e future – sottolinea – ora hanno la tutela a la garanzia dello Stato’’.