Claudio Feltrin

Il decalogo di FederlegnoArredo per la sostenibilità

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Un decalogo per accompagnare le aziende del design e dell’intera filiera del legno e dell’arredo nel percorso verso la sostenibilità: lo ha presentato l’assemblea annuale di FederlegnoArredo assieme a una ricerca realizzata in collaborazione con la Fondazione Symbola che fotografa quanto e come le aziende del settore stiano attuando la transizione ecologica.


Il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, fin dall’inizio del suo mandato, un anno fa, sta spingendo l’acceleratore sul tema della sostenibilità con azioni concrete. “Se la sostenibilità è già al centro di una filiera integrata verticalmente come quella del legno-arredo, la transizione ecologica rappresenta per le singole aziende una svolta epocale”, ha detto Feltrin all’assemblea. “Non cogliere l’opportunità significherebbe autoescludersi dal mercato e le federazioni di categoria hanno un ruolo centrale nell’accompagnare tutte le aziende, specialmente le più piccole, verso un modello pienamente sostenibile e circolare. FederlegnoArredo ha colto questo bisogno e, attraverso un’opera di condivisione, lo ha concretizzato in un decalogo che presentiamo oggi: dieci obiettivi che la filiera intende perseguire, con l’ambizione di diventare una voce autorevole sul tema e fornendo una guida agli operatori del settore. A inizio 2022 verranno poi esplicitate e articolate le famiglie di azioni da intraprendere e gli indicatori di avanzamento con cui monitorare il percorso in atto, per arrivare nei prossimi cinque anni a poter dire, numeri alla mano, che abbiamo davvero messo la sostenibilità al centro del nostro operato”.

Il decalogo Federlegno

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Già oggi l’industria italiana del legno e dell’arredo può vantare un comportamento virtuoso, ha ricordato il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci: “È prima in Europa in economia circolare e produce meno emissioni climalteranti degli altri grandi Paesi Ue: 26 kg ogni mille euro di produzione a fronte dei 43 della Germania, dei 49 francesi, dei 79 britannici e degli oltre 200 spagnoli. Inoltre la quasi totalità della produzione italiana di pannelli truciolari è fatta interamente con legno riciclato. Ci sono tutte le condizioni per essere protagonisti nella sfida aperta dall’Unione Europea e dai grandi Paesi del mondo per l’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2050 partendo da una tradizione consolidata”.


La ricerca di Fondazione Symbola parte dall’analisi dell’attuale posizionamento delle imprese – dalla catena di approvvigionamento ai processi produttivi, dalla progettazione al fine vita dei prodotti – con l’obiettivo di mettere a sistema l’impegno e gli investimenti attuati negli ultimi anni nel processo di transizione ecologica. “Abbiamo voluto guardarci allo specchio, con un approccio molto pragmatico che ci aiuti a mettere a fuoco i nostri punti di forza e quelli su cui dobbiamo lavorare di più, nella piena consapevolezza che indietro non si torna”, ha sottolineato Feltrin.
Ecco una sintesi della ricerca. “Attenzione al ciclo di vita dei prodotti con l’obiettivo di allungarne la durata e conseguentemente la sostenibilità; valorizzazione delle materie prime sostenibili; approccio progettuale esteso al sistema produttivo e all’ecodesign; recupero di materia ed energia, con riferimento sia all’attività produttiva vera e propria che ai prodotti stessi ed estensione delle certificazioni intese come spinta verso la sostenibilità. Sono questi i punti chiave lungo i quali si snoda la survey realizzata su un campione rappresentativo di tutte le componenti della filiera, da monte a valle, ovvero dalla materia prima al prodotto finito. Si tratta prevalentemente di Pmi fortemente votate all’export e dalla lunga tradizione: due terzi esistono da più di 30 anni e un terzo da più di 50 anni.
“Dai risultati si evince prima di tutto che il 67% delle aziende usa materiali o semilavorati realizzati con materiali riciclati, una su quattro in percentuale superiore al 25%. L’81% delle aziende utilizza legno prodotto in modo sostenibile, quota che sale all’89% se si considerano le aziende del legno. Il mondo del legno-arredo sperimenta nuovi materiali, con sempre più frequenti collaborazioni con gli istituti di ricerca, e lavora integrando i principi della sostenibilità ambientale con quelli estetico-funzionali tipici del design.
“Per quanto riguarda la fase di progettazione – che contribuisce a stabilire fino all’80% degli impatti ambientali nel ciclo di vita del prodotto – si evidenzia che circa il 50% delle imprese considera fondamentale la riduzione degli imballaggi, la riciclabilità dei prodotti e l’efficienza energetica, mentre un terzo considera nella medesima fase criteri tipici dell’economia circolare come riparabilità e riuso.


“Sul fronte dei processi produttivi, il 64% delle imprese ha implementato interventi di efficientamento, due terzi dei quali hanno portato a una riduzione degli scarti di produzione, e più della metà delle aziende interpellate afferma di riutilizzare gli scarti interni o esterni. Il 44% ha attivato, negli ultimi tre anni, meccanismi di riduzione dei consumi idrici, incluso il riutilizzo delle acque di processo.


“In tema di certificazioni, il 60% delle aziende possiede la ISO9001, seguite dalle certificazioni FSC, PEFC e ISO1401. Il 60% delle aziende si approvvigiona inoltre da fonti energetiche rinnovabili e il 40% arriva a coprire almeno la metà del proprio fabbisogno con energia rinnovabile. Il 56% delle imprese dichiara anche di scegliere i fornitori attraverso criteri di valutazione che tengono conto degli aspetti ambientali; e il 74% delle aziende si approvvigiona, almeno in parte, di materie prime locali, in un’ottica di filiera corta.
“Uno dei punti strategici per l’implementazione di queste politiche aziendali è la formazione di figure professionali dedicate, e sul piano del capitale umano un’azienda su tre dichiara di avere un responsabile ambientale designato. Complessivamente, le aziende più grandi tendono a essere più efficienti”.