Perché la storia del Milite Ignoto ha vinto in tv

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Un grande evento rifondativo della storia del Paese. Che, dicono i dati di Auditel e le elaborazioni di Studio Frasi, raccontato con Sonia Bergmasco e Cesare Bocci, ha di nuovo riunito trasversalmente gli italiani. Prodotto a maggioranza femminile, apprezzato anche dai giovani. Ha fatto il record in Friuli, ma è andato bene lungo tutto lo Stivale tranne che…

I punti chiave

  • La storia vera
  • Gli altri docufilm della Rai
  • Il profilo degli ascolti

Un prodotto difficile, ‘La scelta di Maria’, ieri ha vinto chiaramente la partita degli ascolti. Importante e serio il tema, inusuale il formato, quello del docufilm. Ma il titolo di Rai1 ha sfiorato quota 4 milioni di spettatori e ottenuto il 17,6% di share, doppiando per ascolti la ‘festa’ di Iva Zanicchi su Canale5.

La storia vera

Il 4 novembre è la ricorrenza della fine della prima guerra mondiale. Rai1 l’ha ricordata con un ibrido docu+fiction che ha ricostruito la vicenda della scelta della salma da tumulare all’Altare della Patria per rappresentare il Milite Ignoto.

Sonia Bergamasco e Alessio Vassallo

Ai tempi, quasi cento anni fa, fu un grande evento ‘rifondativo’ per un Paese ancora giovane, che il primo conflitto bellico aveva per certi versi riunito in maniera ancora più salda, ma avendone lacerato ancora di più il tessuto sociale, economico ed emotivo.

Cesare Bocci, attore ma anche tra gli ideatori del progetto

Il prodotto realizzato da Anele di Gloria Giorgianni e Rai Cinema, con la regia di Francesco Miccichè, ha scelto di ricostruire quel drammatico momento storico affidando a Sonia Bergamasco la parte di Maria Bergamas. L’attrice milanese interpreta il ruolo della contadina friulana madre di un caduto del conflitto bellico, che fu chiamata a scegliere una salma, tra alcune di quelle non riconosciute. Nel docufilm Cesare Bocci interpreta il ministro della Guerra, Luigi Gasparotto. Mentre Alessio Vassallo è il Tenente Augusto Tognasso. La scelta documentale, le interviste da inserire nella trama della fiction, sono state accuratamente selezionate e montate.

La mattina del 28 ottobre 1921 nella cattedrale di Aquileia la Bergamas si inginocchiò davanti alla decima bara, scegliendo così il Milite Ignoto. La donna partecipò quindi allo storico viaggio in treno che trasportò la salma a Roma; un percorso di 120 soste durato 4 giorni, in cui in tutte le tappe, intere folle si inchinavano, pregavano e salutavano al passaggio del convoglio. Nella giornata finale romana, identiche manifestazioni di cordoglio si tennero in tante città d’Italia.

Gli altri docufilm della Rai

Il bilancio Auditel di ‘La Scelta di Maria’ è buono, migliore o in linea con quello raggiunto da altri prodotti importanti e dello stesso tipo negli ultimi anni. La storia di Maria Bergamas, ad esempio, ha fatto meglio di quella di Nilde Iotti, raccontata nella stessa formula ibrida e nella stessa collocazione. ‘Storia di Nilde’ con Anna Foglietta, sempre di Anele aveva raccolto 3,684 milioni di spettatori con il 16,2% di share.

Anna Foglietta nei panni di Nilde Iotti

Ha avuto meno ascolti e meno share anche ‘Aldo Moro – Il Professore’, docu-fiction diretta sempre da Francesco Miccichè e prodotta da Aurora Tv, con Sergio Castellitto nei panni dello statista (3,668 milioni e 14,7%).

Sergio Castellitto, nei panni di Aldo Moro

Sempre di Aurora e di Gianandrea Pecorelli, è andato in onda anche il docufilm ‘Paolo Borsellino, Adesso tocca a me’, con Cesare Bocci nei panni del magistrato ucciso dalla mafia.

Adesso tocca a me

Sempre con la regia di Miccichè, aveva avuto 3,434 milioni di spettatori e il 18,83%.

Altro titolo importante di questo filone, ‘Il prezzo del coraggio’, dedicato a Giorgio Ambrosoli (interpretato da Alessio Boni) e prodotto dalla Stand By Me di Simona Ercolani.

Alessio Boni nei panni di Giorgio Ambrosoli

Il ‘docu drama’ aveva avuto 2,5 milioni di spettatori sfiorando il 12% di share. Mentre di recente, il 12 di settembre ‘Sul Tetto del mondo’, sempre di Stand by me, con Alessio Boni nei panni di Walter Bonatti e Nicole Grimaudo in quelli di Rossana Podestà, si era fermato a 2,4 milioni di spettatori ed il 13,1%, debuttando però in un periodo che l’ha fatto apparire troppo fuori sintonia dai tempi che stiamo vivendo.

Alessio Boni e Nicole Grimaudo

Aspetto decisivo per questo tipo di prodotti, ieri invece la programmazione di La Scelta di Maria è coincisa con un clima sociale favorevole: dopo la pandemia, ma anche le vittorie italiane nel calcio e alle Olimpiadi, nel contesto della ripresa economica dell’era di Mario Draghi.

Il profilo degli ascolti nelle elaborazioni di Studio Frasi

I dati elaborati da Studio Frasi dicono che il docufilm è stato preferito più dalle donne (20,05%) che dai maschi (14,94%), ma va considerato che ieri sono andate in onda le partite di Europa League e Conference League.

Il seguito del docufilm presso le principali classi di età. Elaborazione Studio Frasi

Interessanti anche le indicazioni sulle classi di età: discreto il bilancio tra il pubblico giovane (superato il 14% tra gli 8 e i 34 anni), con il 20% circa tra i 55.64 e il 22,45 tra gli over 65.Ma i dati più interessanti sono quelli che dicono della presa del prodotto sui singoli territori.

Prevedibile il boom nel Friuli (25,3%), da registrare come ‘La scelta di Maria’ abbia sfiorato o superato comunque il 20% in Abruzzi (19,42%), Basilicata (24,22%), Calabria (20,1%), Campania (21,3%), Puglia (21%), Marche (20,5%), Umbria (20,2%), Toscana (22%). Decisamente meno ‘patriottiche’ si sono dimostrate, televisivamente parlando, le scelte di fruzione in Valle D’Aosta (6,2%) e Trentino (9,6%). Mentre per ragioni molto diverse appaiono più tiepide le attenzioni in Lombardia (15,2%), Liguria (13,5%), Lazio (14,2%, ma entrambe le romane giocavano le Coppe) ed Emilia Romagna (13,44%).

Un prodotto ed una storia quindi, che come l’evento del dopoguerra, concorrono e ottengono, almeno in tv e per Auditel, un alto indice di ‘coesione sociale’.