Usigrai a congresso, Di Trapani: pubblico non è spreco. E spunta il tema sede Rai a Milano

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“Veniamo da una crisi epocale, che prima è stata sanitaria e poi economica, ma le crisi devono essere occasioni di ripartenza. Il Paese può ripartire e lo può fare anche la Rai, che deve essere protagonista di questo cambiamento”.
E’ uno dei passaggi dell’intervento di Vittorio Di Trapani, segretario dell’UsigRai, con cui si è aperto il sedicesimo congresso del sindacato dei giornalisti Rai in programma fino a mercoledì 10 novembre a San Donato Milanese.

Usigrai: giornalisti Rai punto di riferimento

Nel suo discorso, Di Trapani ha parlato di come la pandemia abbia fatto riscoprire il ruolo del pubblico da interpretare non più come “centro di spreco”, ma come “elemento insostituibile della nostra società”. Un cambio di mentalità che ha riguardato in primis la sanità, e che, ha rimarcato il segretario usigRai deve coinvolgere ora anche l’universo Rai.
“Come i medici e gli infermieri nella sanità pubblica, anche i colleghi della Rai, in quei mesi, hanno saputo dimostrare di lavorare bene e in modo efficiente, diventando punto di riferimento per i cittadini. Abbiamo dimostrato che il pubblico non è spreco”.

Sede Rai a Milano

Dai primi interventi delle autorità presenti è però emerso un altro tema che coinvolge la Rai, che non riguarda solo il ruolo che ha il servizio pubblico per il paese, ma anche una sua diversa presenza territoriale.

Nello specifico, nei saluti del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del sindato di Milano, Giuseppe Sala, si è parlato anche della presenza di una sede a Milano e dell’impatto che avrebbe.
“Una possibile nuova sede della Rai a Milano, ampliata e con nuove competenze e funzioni, sarebbe interessante in vista di un ulteriore progresso dell’azienda, ma anche per il territorio”, ha detto Fontana. “Come Regione sosterremo, se ce ne sarà bisogno e se ce ne saranno le condizioni, un’iniziativa di questo genere”, ha rimarcato.

“Quello sulla potenziale nuova sede della Rai a Milano non è un discorso politico, ma semplicemente ditemi se il progetto ha senso oppure no. Chiedo un’operazione verità”, è stata invece la richiesta di Sala. “Questo non ha nulla a che fare con quello che succede a Roma, ha aggiunto. Ora c’è un progetto che, da quanto posso vedere, si sostanzia come modalità per immodernare, efficentare, avere un ritorno nell’investimento nel senso della concorrenza”.