Al Festival Glocal spunta il contenzioso tra Galimberti e Pozzi

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Comincia domani a Varese Glocal, il festival del giornalismo digitale (dall’11 al 14 novembre), e la tavola rotonda che inaugura la giornata si apre con una defezione che fa rumore: tre dei relatori, il giornalista Raffaele Fiengo, il sociologo Enrico Finzi e Massimo Tafi, amministratore unico della società di comunicazione Mediatyche, hanno deciso di non partecipare per solidarietà con Paolo Pozzi, che avrebbe dovuto moderare l’incontro e non sarà presente perché sospeso lo scorso 2 novembre dall’incarico di portavoce dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti.

Sullo sfondo della vicenda c’è la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale dell’Ordine – le elezioni si sono concluse il 7 novembre con un ballottaggio che non ha visto Galimberti tra gli eletti – durante la quale sono nate le divergenze tra Galimberti e Pozzi, seguite dalla sospensione cautelativa di Pozzi.
Da qui la protesta di Fiengo, Finzi e Tafi invitati a commentare una ricerca che sarà presentata all’incontro su ‘Il futuro del giornalismo: le notizie, le idee, il mercato, la pubblicità, la deontologia’.

La posizione di Alessandro Galimberti

“Non capisco quale sia il problema”, dice Galimberti. “Questo è un convegno per presentare una ricerca internazionale a cui, per l’Italia, hanno partecipato l’Università Statale di Milano e l’Ordine del giornalisti della Lombardia. Quindi protagonisti dell’evento sono i due docenti dell’ateneo, Marco Gambaro e Sergio Splendore, oltre al presidente dell’Ordine lombardo e a tre altri relatori, non certo il moderatore che originariamente doveva essere il mio portavoce.  Quest’ultimo, come si sa, è stato da me sospeso cautelativamente e non disciplinarmente –  e non è stato licenziato – perché a mio parere c’erano elementi sufficienti per determinare la rottura di quel rapporto di fiducia che deve esserci tra un professionista che svolge quel ruolo e chi glielo affida”.
“Al suo posto come moderatore ci sarà l’inviato del Tg5 Enrico Fedocci.  Trovo quindi sorprendente che i tre relatori annuncino che non si presenteranno: Finzi ha motivato la sua decisione in solidarietà a Pozzi con una lettera davvero censurabile; Fiengo ha affermato di sentirsi fortemente in imbarazzo se il contenzioso non verrà risolto; Tafi spiega che il suo rapporto di amicizia con Pozzi gli impedisce di essere presente. Insomma, non capisco se si voglia trasformare un  convegno rivolto al pubblico su un tema di grande rilevanza per la professione giornalistica, su cui anche l’Ordine ha investito, in una vetrina su un contenzioso contrattuale”.

La posizione di Paolo Pozzi

“Io sono il portavoce del presidente in carica, non del candidato in una competizione elettorale”, sostiene Paolo Pozzi. “Non ho violato quindi alcuna norma né del contratto né della legge che regolamenta il ruolo di portavoce. Galimberti mi accusa di non aver messo sui miei social personali la “sua” campagna elettorale. Ma un portavoce non è uno ‘yes man’, al contrario ha anche il compito di dare consigli al suo presidente. E così ho fatto, consigliandogli di evitare, al ballottaggio delle elezioni dell’Ordine, di allearsi con lo stesso gruppo sindacale che era stato suo antagonista quattro anni fa, quando fu eletto da un voto trasversale a tutte le correnti, tranne quella del suo nuovo alleato”.

“Ho semplicemente espresso un mio libero pensiero, garantito dall’art. 21 della Costituzione. La rinuncia spontanea, e non sollecitata, dei tre relatori a intervenire al convegno d’inaugurazione del Festival del giornalismo digitale Glocal è chiaramente legata a questo aspetto”.