Anm chiede i danni a Palamara: lesa immagine e reputazione della magistratura

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Offesi nella reputazione e nell’immagine, i magistrati italiani chiedono i danni al loro ex collega Luca Palamara in un’aula di giustizia. Scrive Giovanni Bianconi – ripreso dal Corriere – che «la “portata lesiva” dei reati contestati al loro ex collega, sostengono, è “destinata a riflettersi sull’immagine e la reputazione della magistratura nel suo complesso, e sull’Associazione che la rappresenta pressoché totalitariamente”; per questo motivo, alla prima udienza del processo a carico dell’ex presidente dell’Anm radiato dall’ordine giudiziario e imputato di corruzione, il sindacato delle toghe chiede di costituirsi parte civile».

L’ex magistrato: il dibattimento sarà il luogo per chiarire pubblicamente i fatti

“I miei legali alla prossima udienza controdedurranno rispetto alle richieste di costituzione di parte civile dell’Anm e del Csm. Posso solo notare che per la prima volta in assoluto tanto l’Anm quanto il Csm hanno deciso di costituirsi parte civile nei confronti di un magistrato a differenza di quello che e’ accaduto e che accade nei procedimenti che riguardano altre toghe”. Cosi’ all’Adnkronos Luca Palamara dopo l’apertura del processo a Perugia che lo vede imputato per corruzione. Nei suoi confronti hanno chiesto di costituirsi parte civile, tra gli altri, l’Associazione Nazionale Magistrati e il Consiglio Superiore della Magistratura. L’udienza e’ stata rinviata al prossimo 15 marzo.

“Nessun interesse pare avere l’Anm per le vicende, ad esempio, che riguardano i magistrati implicati nel caso dei verbali milanesi. Per quanto mi riguarda – sottolinea Palamara – il dibattimento sara’ il luogo per chiarire pubblicamente i fatti e ancor di piu’ visto che sono state ammesse le riprese audio-video: sarà il modo per spiegare all’opinione pubblica e a tanti magistrati come sono andate effettivamente le cose”