Rai, giovedì Cda con le nomine ai tg. I primi nomi in corsa

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All’ordine del giorno della riunione le prime nomine per l’informazione dell’era Fuortes. Tg1, Tg2, TgR e Rai Sport le testate con i vertici a scadenza

Il 18 novembre, a Napoli, è in programma il Cda Rai con sul tavolo le prime nomine ai telegiornali dell’era Fuortes. Ad essere coinvolte, in particolare Tg1, Tg2, TgR e Rai Sport, le testate che hanno il vertice in scadenza.

Una donna al Tg1: in corsa anche Varetto e Pancheri

In attesa dell’ordine del giorno, che dovrebbe arrivare oggi, così come i curricula dei potenziali direttori, sembra certa l’intenzione di fare nomine che possano riduzione il ‘gender gap’ nei ruoli apicali.
Secondo Ansa, al Tg1, poltrona ambita dal Pd, le ipotesi più accreditate parlano di una guida al femminile per sostituire Giuseppe Carboni, finora blindato dai Cinque Stelle. Circolano nomi interni come Monica Maggioni e Simona Sala, ma secondo fonti parlamentari sarebbero in salita le quotazioni di esterne, in particolare di volti Sky come Sarah Varetto o Giovanna Pancheri. Si parla anche di ritorni eccellenti come quello di Lilli Gruber.

Carboni potrebbe approdare al Gr-Radio1 al posto di Sala o a Rainews se fosse Andrea Vianello a spostarsi alla guida di Giornale Radio e Radio1. Verso la conferma, continua l’agenzia, Gennaro Sangiuliano per il Tg2 e Alessandro Casarin alla TgR (in alternativa in una casella che sta a cuore alla Lega, il condirettore Roberto Pacchetti).
A RaiSport arriverebbe Alessandra De Stefano al posto di Auro Bulbarelli.

Per Rai2, al posto di Ludovico Di Meo, diventato direttore generale di San Marino RTV, si fanno intanto i nomi dei vicedirettori Massimo Lavatore e Angelo Mellone (in forza a Rai1).

Carlo Fuortes (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

La reazione UsigRai: contano autonomia e professionalità

Pronto il commento dell’UsigRai, che sostiene l’esigenza di cercare i nuovi direttori tra i professionisti interni per non assestare “uno schiaffo” all’intera azienda.
Secondo il sindacato, che pochi giorni fa ha nominato Daniele Macheda nuovo segretario, a contare sono criteri come “autonomia, indipendenza, professionalità”. “Tutti requisiti che, dice il sindacato, si possono trovare facilmente tra le giornaliste e i giornalisti della Rai”.
L’UsigRai punta il dito anche sul peso economico degli esterni. “Scelte fatte fuori dal perimetro aziendale sarebbero una prova di incoerenza del vertice Rai: non si può parlare di conti in rosso, chiedere sacrifici, e poi aumentare i costi con assunzioni dall’esterno. Cosa che – per le direzioni di testata – a nostra memoria non avviene da un decennio circa”.

Rabbia Lega

I rumors sulle nomine hanno agitato la politica, soprattutto la Lega. “Più che proporre alla maggioranza di governo un patto per la manovra, il segretario Letta dovrebbe pensare a un patto contro le manovre che il suo partito sta mettendo in atto per lottizzare la Rai”, ha attaccato Massimiliano Capitanio, capogruppo del Carroccio in Vigilanza.
“Il Pd ha già ottenuto da Palazzo Chigi la nomina politica dell’ad, e ora vorrebbe occupare direzioni di tg e reti, a partire dal Tg1”. “Non permetteremo l’occupazione politica della tv di Stato”.