Mediaset-Vivendi, pm di Milano chiede archiviazione per Bollorè e de Puyfontaine

Condividi

Niente richiesta di rinvio a giudizio ma richiesta di archiviazione dell’indagine. È la scelta presa dalla procura di Milano nei confronti di Vincent Bollorè e Arnaud de Puyfontaine nell’ambito dell’inchiesta sul presunto tentativo di scalata del 2016 di Vivendi su Mediaset.

L’indagine

Nel dicembre 2020 al finanziere bretone e al ceo di Vivendi era stato notificato dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. Dopo una valutazione durata circa un anno il pm Silvia Bonardi ha però optato per l’archiviazione dell’indagine con le ipotesi di reato di manipolazione del mercato e ostacolo all’esercizio delle funzioni della Consob.
Per il pm da archiviare anche il filone relativo a una presunta “condotta manipolativa” da 7 miliardi di patrimonio posta in essere da Bollorè sul titolo Premafin, “propedeutica al buon esito dell’acquisizione da parte di Groupama, di una partecipazione rilevante in Premafin finanziaria”. L’episodio risale all’autunno 2010, coinvolgendo Financiere De l’Odet e Financiere Du Pereguet, società riconducibili a Bollorè.

“Silenzio” da Consob

Ansa segnala che nella richiesta di archiviazione, la pm Bonardi ha parlato di “silenzio” di Consob. “Non si esita a definire alquanto anomalo”, si legge nel documento di cui l’agenzia ha preso visione, il fatto che “il procedimento scaturì non da una segnalazione di Consob (come è abituale per i reati di market abuse quale quello poi contestato), quanto piuttosto da denunce private” della stessa Mediaset e di Fininvest.
La pm definisce “articolate e complesse” le indagini sulla vicenda, “pesantemente condizionata” dagli accordi in sede civile.