Alexandra Evans

Sfide online. TikTok: necessaria più informazione contro i rischi

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I falsi avvertimenti hanno ampia diffusione e risultano dannosi

Prima di partecipare alle challenge o sfide online gli adolescenti utilizzano una serie di metodi per comprendere i rischi che possono comportare: tra questi, guardare video di altri partecipanti, leggere i commenti e parlarne con gli amici. Tra le misure più rilevanti per contribuire alla loro sicurezza gli adolescenti intervistati hanno suggerito un orientamento che rafforzi la loro capacità di valutare i rischi. Circa la metà di essi, infatti (46%), ha dichiarato di volere “maggiore disponibilità di informazioni valide sui rischi” e “sulle attività estreme”.

E’ quanto emerge dalla ricerca su questo fenomeno commissionata da TikTok nell’ambito di un progetto per la sicurezza della community pubblicato sotto il titolo ‘Analisi di efficaci risposte educative per la prevenzione delle sfide online pericolose’ presentato in un incontro introdotto da Alexandra Evans, Head of Safety Public Policy, Europe. Il progetto commissionato da TikTok è volto a migliorare la comprensione delle modalità con cui i giovani vengono attratti e coinvolti da sfide potenzialmente dannose e da contenuti ingannevoli e bufale con il duplice di obiettivo di guidare delle risposte concrete e di portare un contributo a questo dibattito, da cui anche altri possano trarre spunti e opportunità.

Redatto in collaborazione con Praesidio Safeguarding, un’agenzia indipendente di servizi di protezione, si avvale dei contributi di un panel globale di 12 esperti del settore. Tra i molti temi trattati dal report è emerso che quasi la metà delle challenge online (48%) sono percepite dagli adolescenti come sicure e sono definite divertenti o spensierate; al 32% di esse è stato associato un certo rischio, ma sempre considerandole sicure; il 14% è stato descritto come rischioso e pericoloso; viceversa il 3% delle challenge online è stato definito molto pericoloso.

Per sfide online pericolose, è stato sottolineato, si intende quelle che comportano un rischio significativo di danni fisici, mentali o emotivi. Tra queste, figura una sottocategoria di sfide definite “sfide bufala”, cioè false sfide legate a suicidio/autolesionismo, come Galindo/ Blue Whale e Momo.

Le sfide bufala “propagano un’informazione falsa, cioè che esista un soggetto malintenzionato che spinge gli utenti (di solito bambini) a svolgere una serie di attività dannose che si intensificano, terminando con atti di autolesionismo o suicidio. Queste sono spesso espresse sotto forma di ‘sfida’. In realtà queste ‘sfide bufala’ – sottolinea lo studio. sono storie costruite per diffondere e perpetuare la paura e l’ansia senza alcun elemento autentico di partecipazione o di sfida”. Il progetto globale sostenuto da TikTok si è basato tra l’altro su un’indagine su oltre 10 mila persone in Argentina, Australia, Brasile, Germania, Italia, Indonesia, Messico, Regno Unito, Usa e Vietnam.

Uno tra i principali riscontri del report è che adolescenti, genitori ed educatori sentono la necessità di una migliore informazione sulle challenge e i contenuti ingannevoli e per questo TikTok ha sviluppato nuove risorse dedicate per il nostro Centro Sicurezza. E’ stato anche reso più efficace il linguaggio utilizzato nei messaggi di avviso visualizzati dagli utenti quando provano a cercare contenuti relativi a sfide pericolose o bufale.

In particolare, un nuovo messaggio incoraggia i membri della community a visitare il Centro Sicurezza per saperne di più e, nel caso di bufale associate ai suicidi o all’autolesionismo, da oggi verranno visualizzate ulteriori risorse anche nella ricerca.