Tg Rai e Mediaset: ecco cosa dicono i numeri di Auditel

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Cambiano le poltrone di vertice dei tg pubblici e si riorganizza l’impianto delle news di Cologno. Ecco i numeri portati a casa in autunno dalle varie testate di Rai, Mediaset e La7. Studio Frasi li mette a confronto con quelli dei due anni precedenti. Ed emerge che a crescere sono state soprattutto…

I PUNTI CHIAVE

  • L’importanza decisiva delle news nel nuovo scenario tv
  • Il confronto di Studio Frasi con i numeri dell’autunno 2020
  • Il raffronto, più indicativo, è quello con le performance del 2019 pre pandemico

Tutto sugli ascolti delle news della sera in tv. Parla chiaro una sintetica e semplice analisi prodotta da Studio Frasi. Le prestazioni (in segno positivo) del Tg1 di Giuseppe Carboni, direttore ‘uscente’, della testata più robusta del nostro scenario informativo. Ma anche quelle (molto meno brillanti) di Gennaro Sangiuliano del Tg2. E quindi quelle decisamente migliori del Tg3 di Mario Orfeo e delle news regionali guidate e coordinate da Alessandro Casarin. Ma poi, a confronto con il passato recente, nell’analisi entrano ovviamente anche i dati delle news Mediaset – in via di riorganizzazione – e de La7, dove invece è inscalfibile la posizione di Enrico Mentana.

Studio Frasi ha elaborato ascolti e share delle principali edizioni delle news serali negli ultimi tre anni. Quelle cioè del Tg1 delle 20.00, del Tg2 delle 20.30, del Tg3 delle 19.00, del TgR delle 19.30, e poi di Tg4 (ore19.00), Studio Aperto (18.30), TgLa7 (20.00) nel periodo tra il 26 settembre ed il 16 novembre del 2021. Il raffronto proposto è con gli ascolti ottenuti nell’arco temporale omogeneo del 2020 e del 2019.

L’importanza decisiva delle news nel nuovo scenario tv

Anche ieri il Tg1 delle 20.00 è stato il programma più visto dell’intera giornata, raggiungendo quota 5,658 milioni di spettatori e il 24,5%. L’appuntamento più tradizionale con l’informazione ha fatto meglio di altre due trasmissioni dell’ammiraglia pubblica: ‘I Soliti Ignoti’, condotto da Amadeus in access prime time, che è arrivato a quota 5,239 milioni di spettatori e il 20,7% e, nel preserale, la seconda parte de ‘L’Eredità’, con Flavio Insinna alla conduzione e 4,758 milioni di spettatori e il 23,8%.

Ieri il programma più visto di Canale5 è stato il Tg5 delle 20.00, a quota 4,723 milioni e 20,2%, che ha battuto nettamente anche ‘Striscia La Notizia’. Questo per dire – senza nemmeno considerare il ruolo massivo dell’approfondimento nelle griglie di quasi tutte le reti- quanto pesi e sia strategica l’informazione nel menù delle tv generaliste, pubbliche e commerciali, nell’era di Netflix, Amazon Prime e Disney+.

Carlo Fuortes, amministratore delegato Rai (Foto ANSA)

Va poi considerato anche l’aspetto politico e industriale contingente. Le prestazioni dei Tg e dei direttori alla loro guida, oggi sono diventate un elemento sensibile. Nella tv pubblica, infatti, l’ad Carlo Fuortes ha appena definito le nomine alle principali testate, che ora passeranno al vaglio del cda di giovedì 18 novembre (ma secondo l’Ansa l’appuntamento è stato rinviato). Mentre a Mediaset è già partito un robusto processo di riorganizzazione dell’offerta informativa che fa riferimento alla guida unica di Andrea Pucci.

Andrea Pucci

Il confronto di Studio Frasi con i numeri dell’autunno 2020

Guardando i ‘saldi’ positivi e negativi prodotti dai meter di Auditel, emerge chiaramente come, rispetto all’anno scorso, con i ridotti vincoli alla mobilità e la presenza ancora massiccia della pandemia nella vita degli italiani, nel 2020 fosse fisiologicamente molto forte la presa di tutti gli appuntamenti con le news.

Sono in segno negativo, così, i bilanci di tutte le testate in avvio di 2021. E sono molto forti i tassi di decremento, in particolare, del Tg2 delle 20.30 (-30,8% il calo in termini d numero di spettatori) e dell’edizione di Studio Aperto delle 18.30 (-34,14%).

In tutti i casi si alza l’età media dell’ascolto delle news. Influisce, evidentemente, la possibilità di cui ora i target più giovani dispongono di tornare alle proprie abitudini precedenti.

Il raffronto, più indicativo, è quello con le performance del 2019 pre pandemico

Il confronto più sensato così, appare quello con le performance del 2019. Rispetto a due anni fa, secondo l’analisi di Studio Frasi, si riscontra come rimanga stabile l’età media del pubblico del Tg1, con una crescita sia del numero di spettatori (+141mila) che dello share (+1.75 punti). Rimane invece ampiamente in rosso il bilancio del Tg2, che perde 209mila spettatori e oltre mezzo punto di share e ‘invecchia’ di un anno. In casa Rai, inoltre, risultano in crescita sensibile sia le prestazioni di TG3 e TGR, a pari età media del pubblico di riferimento.

Il rafforzamento del fronte più ‘istituzionale’ dell’offerta di news di Viale Mazzini, pare specchiarsi invece nel calo quasi indiscriminato, di ‘rimbalzo’, ma non sempre contenuto, delle news delle principali emittenti commerciali. Un calo che coinvolge il TgLa7 (-0,26 punti di share), ma soprattutto Studio Aperto, in flessione di 212mila spettatori e un punto e mezzo di share. Unica eccezione alla regola, tra le commerciali, la crescita sia pure molto moderata del Tg4.

A stare ai numeri, in sostanza, del confronto 2021 vs. 2019, appare come quelli migliori fin qui siano stati quelli prodotti dalla TgR: il progresso è di 2.25% punti di share e con la ‘copertura’ dell’appuntamento che si è allargata di circa 390mila spettatori complessivi. Il Tg3, invece, cresce di 1.8 punti di share con una copertura complessiva in progresso di 185 mila spettatori rispetto al 2019. Brusco – a stare alla flessione della copertura – è il risultato del Tg2 (-548mila) e quello del Tg5 (-528 mila). Ma con le news dell’ammiraglia di Cologno che però riescono a mantenere stabile lo share. Il calo dell’impatto sul bacino della testata principale di Cologno si specchia così in un ringiovanimento di due anni dell’età media del pubblico.