Il teatro torna a respirare, con una campagna istituzionale

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‘A teatro si respira la vita’. Con questo claim parte la nuova campagna dell’Agis e dell’Istituo Luce Cinecittà, con il sostegno del ministero della Cultura. Uno spot lungo 3 minuti e 50”, con quattro versioni 30”, declina l’idea.
Lo hanno presentato alla Scala il padrone di casa, sovrintendente Dominique Meyer, il ministro della Cultura Dario Francescini (per una giornata in tour milanese, fra Gallerie d’Italia e BookCity), il presidente dell’Agis Carlo Fontana, in collegamento video. E i realizzatori: Davide Livermore e Paolo Gep Cucco, che lo hanno prodotto in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova

Il ministro della Cultura Dario Franceschini (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Il filmato sarà trasmesso in versione integrale sul sito del governo. Quindi andrà in televisione, sui social,al cinema, sul web.
Il budget? “Posso rispondere solo per la nostra parte: lo abbiamo offerto gratuitamente”, risponde il regista Livermore.

La danza subacquea del teatro

Economico comunque non sembra. Il set è stata una piscina di Montegrotto.
Tutte la riprese, dirette da Livermore, sono stato girate 15 metri sott’acqua.
Qui si muovono, dirigono l’orchestra, danzano, fanno capriole attori che rappresentano le tante facce dello spettacolo dal vivo. Dall’opera di Otello all’Arlecchino, fino ai circensi. Senza dimenticare anche le altre professioni – dalla sarta al tecnico delle luci o del suono – colpite dalla ridi Covid non meno degli artisti.
Il tutto con una colonna sonora che parte dalla ‘Nona’ di Beethoven per toccare ‘Il flauto magico’, ‘Norma’, ‘Otello’ di Verdi.

Questo danzare in apnea (gli attori dovevano tutti avere un’ottima capacità natatoria e ovviamente buoni polmoni) alla fine si interrompe e raggiunge la superficie. Si torna a respirare. Anche se a colpire è più la mancanza di ossigeno di tutti i lunghi secondi che – nei toni bui delle peraltro complicate riprese subacquee – corrispondono poi al nostro annasapare alle prese con la pandemia.

I numeri del ritorno

D’altra parte, osserva il presidente dell’Agis Fontana, da quando i teatri hanno riaperto a capienza completa i dati Swg vedono un risicato 6% di crescita di pubblico. E questa si concentra soprattutto nelle regioni del nord, dove alcune sale – dal Piccolo di Milano allo Stabile di Torino, alla stessa Scala – registrano esauriti, mentre altrove la situazione è più grama . “La campagna – ha aggiunto Fontana – vuole significare che andare a teatro non è solo sicuro, come dimostra l’assenza di contagi in sala, ma ha un forte senso di ritorno alla socialità”.

Il sovrintendente Dominique Meyer, il ministro della Cultura Dario Franceschini, il regista Davide Livermore, Paolo Gep Cucco

Franceschini ha a sua volta sottolineato come dall’osservanza delle regole e dai sacrifici fatti da tutti gli uomini dello spettacolo siano usciti anche lavori di grande creatività.
Certo, una campagna che esce proprio adesso che si torna a parlare di zone giallo-rosse sembra un po’ anacronistica. Ma il Ministro sottolinea comunque: “Penso siano giuste regole ancora più rigorose”, ossia una differenza fra vaccinati e tamponati. “Questo però deve valere per tutti, il governo ci sta pensando”.

La partita del ‘Macbeth’

Nel frattempo, anche la Scala sta pensando a come procedere, in vista dell’avvicinarsi della prima del 7 dicembre. Quando Riccardo Chailly dirigerà il ‘Macbeth’ di Giuseppe Verdi, con la regia proprio di Livermore, che torna per la quarta volta protagonista del Sant’Ambrogio scaligero.
Meyer così fornisce qualche numero con cui La Scala ha affrontato la pandemia: 200mila mascherine, 15mila tamponi rapidi, 7.500 molecolari, un milione e 700mila euro spesi per la sicurezza e i controlli (con molti aiuti dello Stato).
E spiega che l’opera guarda al calcio: d’ora in poi, in presenza di un tampone positivo non si intende bloccare prove e repliche, ma si aprirà una “bolla“. Tutti, artisti e personale coinvolto, saranno ‘chiusi’ in un percorso casa-teatro-teatro-casa, senza altre uscite, così da garantire che il virus non si diffonda.