Instagram sotto accusa. Indagine Usa sugli effetti sui piùgiovani

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Guai in vista per Instagram. Una coalizione bipartisan di stati americani ha avviato un’indagine per esaminare gli effetti che il social ha sui più giovani.

Il procuratore James: social un pericolo, anche se cambia nome

Sotto indagine le tecniche utilizzate da Meta per aumentare la frequenza e il tempo trascorso online dai giovani utenti e i conseguenti danni causati da tale coinvolgimento prolungato. L’obiettivo è capirese la società ha violato le leggi statali sulla protezione dei consumatori e ha messo a rischio il pubblico.

“Non fa differenza se lo chiami Instagram, Facebook o Meta, il fatto rimane sempre lo stesso: queste piattaforme sono estremamente pericolose e hanno dimostrato di causare danni sia fisici che mentali nei giovani”, ha detto il procuratore generale di New York, Letitia James (nella foto).
“Mark Zuckerberg e le società che guida hanno messo i profitti sopra la sicurezza, ma la nostra indagine cercherà di mettere fine a questo comportamento”, ha chiosato.

La replica di Instagram: malinteso sui fatti

Pronta la risposta di Instagram. Un portavoce di Meta, la holding in cui sono confluiti tutti i social di proprietà di Zuckerberg, ha parlato di accuse false, che dimostrano “un grande malinteso sui fatti”.
“Mentre le sfide per tutelare i giovani online coinvolgono tutto il settore, noi siamo stati una guida nella lotta al bullismo e nel sostenere le persone in difficoltà con pensieri suicidi, di autolesionismo e disturbi alimentari”.

Nella replica il portavoce ha segnalata l’arrivo di nuove funzioni che possano rendere più sicura la navigazione per gli utenti.
“Continuiamo a sviluppare nuove funzioni per aiutare chi potrebbe imbattersi in confronti sociali negativi o avere problemi con il proprio corpo. Tra queste “Prenditi una pausa”, una funzione che verrà introdotta prossimamente, e modi per spingere le persone verso altri contenuti, nel caso siano bloccate su un solo argomento.
Continuiamo a sviluppare strumenti di controllo e supervisione per i genitori e stiamo valutando ulteriori soluzioni predefinite in grado di fornire agli adolescenti esperienze adeguate alla loro età”.