Il leghista Meroni su Facebook: frase choc contro Liliana Segre e niente scuse

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Il consigliere della Lega ha attaccato sui social la senatrice a vita citando il numero tatuatole nel campo di concentramento di Auschwitz. Il centrosinistra: «Si scusi pubblicamente». Ma lui insiste…

«Non ho pubblicato il nome della senatrice a vita per evitare di essere bannato da Facebook“. E poi. “Qualcuno mi ha chiesto di modificarlo, ma non lo farò perché l’ho scritto senza nessun retropensiero”. E quindi: “Come dice Matteo Salvini, è più sicuro sedersi vicino a una persona non vaccinata che fa di frequente il tampone che a un vaccinato che non lo fa mai e, di conseguenza, potrebbe essere contagiato». Così parlò Fabio Meroni, consigliere comunale leghista di Lissone e non vax, dopo avere pubblicato un vergognoso post sulla sua pagina Facebook.

“Non mi scuso…”

Meroni ha attaccato Liliana Segre, intervenuta in una intervista televisiva a favore dei vaccini, alludendo a lei attraverso il numero tatuatole dai nazisti nel campo di concentramento di Auschwitz. «c…o… mancava lei…75190».

Hanno immediatamente invitato il consigliere a scusarsi – scrivono i giornali locali – il partito democratico, Lista per Concetta, Listone e Vivi Lissone “come unica via per presentarsi con un residuo di dignità di fronte al consiglio comunale e alla cittadinanza tutta”. Per Meroni però non c’è ragione di farlo.

«Non devo scusarmi con chi fa propaganda ai vaccini e alle case farmaceutiche. Rispetto Liliana Segre per la sua storia personale e come senatrice a vita. Non accetto, però, che vada in televisione a far propaganda al vaccino come ha fatto l’altra sera quando ha detto che è l’unica soluzione per combattere la pandemia: non è una scienziata e non ha nessuna autorevolezza per sostenere certe posizioni”.

Il politico locale leghista non ha fatto quindi alcuna marcia indietro e correzione di tiro. Ed ha aggiunto: “Liliana Segre e tutti i sostenitori del vaccino – ha aggiunto – dovrebbero prima parlare con i parenti di chi è morto dopo aver effettuato l’iniezione, come la ragazza di Genova».

Ex sindaco di Lissone

Meroni è convinto pure che la su equiparazione nazismo/no green pass sia sensata. E che in Italia solo tremila persone siano state uccise dal covid-19. Ex sindaco di Lissone, qualche anno fa aveva protestato duramente per il cambiamento del nome di una via: da Viale Padania a Via Elisa Ancona.