Luigi Gubitosi e Henry Kravis

Tim. Kkr, Opa, Vivendi, comitato di esperti: scenari e protagonisti

Condividi

L’offerta del fondo Kkr apre diverse ipotesi per il futuro della telco. Mentre alcuni analisti rivedono il giudizio sul titolo Tim, Ubs segnala che l’opa potrebbe scattare anche senza l’adesione di Vivendi

Dopo la scossa domenicale, con la manifestazione di interesse di Kkr, il titolo di Tim corre veloce in Borsa con picchi superiori al 20%. Ma anche Vivendi, azionista di maggioranza della telco sperimenta il traino positivo. In mattinata a Parigi registra un +2%, con il prezzo per azione superiore agli 11,3 euro, ai massimi da due mesi.

Proprio al titolo di Tim e alle reazioni del socio francese hanno guardato gli analisti che per primi hanno iniziato a fare valutazioni sugli scenari possibili dopo la mossa di Kkr. Mentre Consob vigila.

Possibile ritocco dell’offerta

Il prezzo dell’opa (per ora solo in una manifestazione di interesse non vincolante e indicativa) a 50,5 centesimi implica un premio del 46% rispetto alla chiusura di venerdì, ma il fondo “potrebbe essere costretto a salire”.
“L’offerta è ben al di sopra della media dei recenti deal che è del 20%, ma solo del 7% superiore al picco del 2021 del titolo Tim in Borsa, commenta un analista, ripreso da Ansa. “Vivendi potrebbe spingere per avere di più, visto il prezzo medio di 1 euro per azione pagato per la sua quota del 24%” e puntare a 83 centesimi.
Intanto Hsbc alza il suo giudizio e consiglia di comprare.

La sede di Rozzano (Milano) di Tim (Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

Ubs alza il target e suggerisce un cambio di prospettiva

Dopo mesi “di intensa incertezza operativa e strategica” la mossa di Kkr ha dato una scossa al titolo e ora si attendono le reazioni delle controparti, in particolare di Vivendi, “ma essendo il livello minimo di accettazione dell’offerta il 51% potrebbe aver successo anche se i francesi non apportassero le loro azioni” suggerisce Ubs che, solo per l’interesse che si è svegliato intorno al gruppo alza il target price a 0,5 euro.

Non separazione della rete ma dei servizi

Guardando alle strategie dietro il progetto del fondo, gli analisti di Ubs invitano a cambiare prospettiva e “dopo anni di dibattito sulla “separazione di rete”, forse il dibattito giusto dovrebbe essere piuttosto sulla “separazione dei servizi” (supponendo che sia una parte dell’attività che può essere ceduta, o in alternativa, scorporata)”.
A lungo termine il progetto, che trova l’appoggio del Governo perchè si allinea ai piani del Recovery, potrebbe essere appunto quello di mettere la Rete in fibra a disposizione per rivoluzionare le tlc secondo il modello già usato per la privatizzazione del settore energia, quando Enel cedette il pacchetto di controllo di Terna e fare uno ‘spezzatino’ delle ‘factory’ di gruppo.

Al di là del prezzo dell’offerta questo potrebbe essere un punto di partenza di una trattativa anche con Vivendi, il cui progetto di media company europea guarda soprattutto a TimVision.

Jefferies: concorrenza e Vivendi gli ostacoli

Anche Jefferies alza a 50 centesimi il target price. “L’offerta indicativa di 11 miliardi di euro sottolinea l’ambizione e la capacità del private equity di cogliere le opportunità di valore del mercato nel settore delle telecomunicazioni”.
I potenziali ostacoli “sono il tema della concorrenza (con l’influenza materiale di CDP su due reti fisse) e Vivendi.
Positivo il sostegno del Governo. “Lo status quo potrebbe non essere più politicamente accettabile”, commentano gli analisti. E qualcuno teme anche che nel medio termine Tim “potrebbe non essere in grado di mantenere i suoi attuali piani di investimento” nella Ftth dopo due revisioni della guidance.

I piani di KKR per Tim dopo l’acquisizione non sono stati delineati ma il modello Terna è un’ipotesi su cui comincia a ragionare anche il mercato.

I dettagli dell’offerta e il ruolo del Governo

Secondo quanto emerso ieri, la manifestazione d’interesse, non vincolante e soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie, è stata qualificata da Kkr ‘amichevole’. Il prezzo indicato da pagare interamente per cassa sarebbe pari a 0,505 euro per azione ordinaria o risparmio.

A seguire i diversi aspetti della vicenda c’è anche il governo, con un comitato di esperti. Il gruppo è soggetto a ‘golden power’ in quanto detentore della parte più rilevante dell’infrastruttura di telecomunicazione.
Se l’interesse degli investitori “a fare investimenti in importanti aziende italiane è una notizia positiva per il Paese”, dall’altro l’obiettivo “è assicurare che questi progetti siano compatibili con il rapido completamento della connessione con banda ultralarga, secondo quanto prefigurato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, con gli investimenti necessari nello sviluppo dell’infrastruttura, e – si sottolinea in una nota del Mef – con la salvaguardia e la crescita dell’occupazione”.

Confindustria: apprezziamo sensibilità del governo

“Non entriamo in nessun giudizio perché si tratta di una azienda quotata in borsa ma apprezziamo la sensibilità con cui il governo sta tenendo nella massima attenzione il dossier. Parliamo di un settore strategico”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a margine di un incontro a Potenza.

Sindacati convocati il 1° dicembre a

L’incontro dei sindacati delle tlc con Tim “per esperire la procedura di raffreddamento” si svolgerà il giorno 1° dicembre alle 10.30. E’ quanto emerge dalla risposta inviata alle segreterie nazionali di Slc Cgil Fistel Cisl e Uilcom Uil dall’azienda, dopo la richiesta avanzata da queste ultime.

Piccoli investitori Tim: positivo interesse Kkr ma valutazione titolo bassa

La manifestazione di interesse da parte di Kkr per l’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e di risparmio Tim è da considerarsi “un evento estremamente positivo perché mette un punto fermo nella disputa in atto tra Vivendi e il top management dell’azienda”. Tuttavia, il titolo Telecom Italia “è ancora troppo sottovalutato, quindi il valore di 0,5 euro ad azione, proposto da KKR, è troppo basso; il valore opportuno sarebbe tra 0,7-0,8 euro per azione”. Così Asati, l’associazione azionisti Telecom Italia commentano la proposta avanzata dal Fondo americano. “Ci tengo a ribadire che Asati è fortemente contraria ad un eventuale spezzatino da parte del compratore che penalizzerebbe ulteriormente l’azienda. Gli asset importanti e pregiati, come Sparkle, Tim Brasil, la rete, o Noovle, devono rimanere uniti e soprattutto siamo contrari ad un eventuale cambio dei vertici. Questi ultimi due cda straordinari sono serviti in qualche modo ad aumentare la tensione sulla dirigenza”, spiega ancora il presidente Franco Lombardi. “Asati consiglia a tutti gli azionisti di mantenere le attuali posizioni in attesa di una contro-offerta migliore che possa essere avanzata a breve dall’azionista di riferimento Vivendi e soprattutto dalla posizione del governo italiano attraverso la Cdp”, conclude.

Federmanager: da governo strategia chiara per il futuro

“In un settore cruciale come le telecomunicazioni l’Italia non può permettersi di non avere una strategia industriale che guardi al futuro e salvaguardi gli interessi del Paese”. Lo dichiara il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, rispetto alle ultime vicende che riguardano il controllo del pacchetto azionario di Tim. Il 5G, la rete in fibra e le prospettive di sviluppo digitale, insieme alle risorse destinate dal Pnrr, per Federmanager “costituiscono assi fondamentali su quali sviluppare il futuro competitivo del Paese. Il governo, quindi, non può restare neutrale rispetto ad un’operazione di tale portata. Ci vorrà ancora tempo per conoscere i dettagli dell’operazione ma è fondamentale capire prima di tutto quali sono i reali programmi per escludere operazioni che possano compromettere il valore complessivo degli asset del gruppo”. “In questo quadro – puntualizza Cuzzilla – l’annuncio del possibile delisting del titolo Tim che è stata anticipata, peraltro in concomitanza con il recente downgrading operato dall’agenzia Standard&Poor’s, ci lascia perplessi: non vorremmo che ciò contribuisse a manovre speculative a danno del patrimonio dell’azienda”. b”Il management del Gruppo non ha posizioni pregiudiziali rispetto agli operatori del mercato ma, opportunamente, si preoccupa che vengano assunte decisioni giuste per garantire la competitività industriale di Tim, mettendo al centro innanzitutto gli interessi di azionisti, clienti e lavoratori, – precisa il presidente dei manager italiani – la preoccupazione principale in questo momento è quella di evitare un pericoloso spacchettamento tra la rete e i servizi dell’azienda, con gli inevitabili risvolti occupazionali che ciò comporterebbe”, aggiunge Cuzzilla.
“L’Italia in questo momento suscita l’interesse di investitori esteri, e questo è molto positivo, ma devono andare a buon fine quelle iniziative tese a rafforzare settori importanti del nostro sistema produttivo – aggiunge Cuzzilla, spiegando che – per questo il governo deve studiare e mettere a punto le regole del gioco, utilizzando anche il ricorso al golden power se si rivelasse necessario per salvaguardare occupazione e infrastrutture strategiche”. b”Esprimiamo un forte appello al governo affinché vigili attentamente sulla vicenda e intervenga prontamente a tutela degli interessi nazionali, delineando una strategia chiara per il futuro delle telecomunicazioni in Italia. Mettiamo a disposizione dell’esecutivo e dei ministri competenti – conclude Cuzzilla – il contributo concreto e qualificato dei manager italiani a supporto di quel super comitato promosso da Palazzo Chigi, tra esperti e attori istituzionali, per delineare la strategia industriale sulle tlc del Paese”.