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Fuortes (Rai): su nomine anche interlocuzione con partiti; in arrivo i direttori generi

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‘Cercherò di capire di cosa si parla quando si cita una lettera anonima’

“All’interno di molte interlocuzioni che ho avuto sulle nomine, ho avuto anche interlocuzioni con rappresentanti dei partiti politici. Credo sia doveroso considerando il tipo di Statuto e di legge a cui dovevo attenermi”. Lo ha detto l’ad Rai, Carlo Fuortes, nel corso della seconda parte dell’audizione nella commissione parlamentare di Vigilanza Rai. “Questo attiene alla mia indipendenza e autonomia. Se il Parlamento farà una legge in cui prevede un decalogo sul processo di formazione delle mie proposte, io mi ci atterrò strettamente. Così non è, quindi, la modalità è lasciata alla mia autonomia e indipendenza”

Entro dicembre saranno nominati i direttori dei generi“. Assicura Fuortes alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai che, rispondendo ai parlamentari circa i profili che definiranno tali direttori, spiega: “in primis la capacità di rispondere al sistema valoriale del Servizio Pubblico, poi la competenza, la professionalità, la conoscenza del prodotto. Il direttore di genere – ha chiarito – avrà la responsabilità sui prodotti che verranno trasmessi nei vari canali esattamente la stessa responsabilità che ora hanno i direttori di rete. Avrà, quindi, una responsabilità assoluta sul prodotto che viene trasmesso. E, quindi, naturalmente equilibrio, pluralismo sono tutti i requisiti che il contratto di servizio e la legge prevedono per cariche di questo tipo”.

“Un giornale ha scritto che non si sarebbero più usate risorse esterne. Nella pratica, come state vedendo, noi stiamo valorizzando tutte le risorse interne nel migliore dei modi. E’ una practice che ci siamo dati amministratore delegato, presidente e consiglio. Ma questo non vuol dire che in casi sporadici e specifici ci si possa avvalere o meno di risorse esterne. Il caso di Rao o di altri nomi sono tutti casi che nascono sui giornali che francamente non hanno costrutto”. E’ questa la risposta data dall’amministratore delegato della Rai alle domande dei commissari della Vigilanza Rai circa le propensioni dell’Azienda sull’uso di interni e, più nello specifico, circa le ricostruzioni di stampa in relazione alla sua volontà di escludere il vice direttore della Tgr Nicola Rao dalla recente tornata di nomine per i libri di cui è autore. Domande, più in dettaglio, rivolte a Fuortes dai commissari di Fdi Daniela Santanché e Federico Mollicone per sapere se in sostanza ci siano state motivazioni politiche dietro la mancata nomina di Rao a direttore e all’indomani dell’appello pubblico di magistrati, studiosi e giornalisti in difesa dell’obiettività e della professionalità dei libri scritti da Nicola Rao sul terrorismo nero e rosso.

Fuortes ha poi colto l’occasione della audizione odierna per ribadire un concetto già rimarcato più volte: “L’Azienda Rai è un’Azienda molto particolare, nella quale i ricavi non sono endogeni all’attività perché abbiamo un canone stabilito per legge e un tetto pubblicitario anch’esso stabilito per legge. Noi, quindi, potremo lavorare solo all’interno del quadro di risorse che abbiamo e definire il perimetro a tutti i livelli in relazione a queste risorse”.

“Nessuno si è mai sognato di dire che ci deve essere una tassa sui cellulari, sugli iPad, sui pc. La famiglia che paga il canone, oltre alla televisione, pu avere 100 cellulari, 200 iPad, quello che vuole e paga solo un canone. la questione è un’altra: la famiglia che vede televisione e ha iPad e telefonini vedendo la Rai senza l’apparato radiotrasmissivo non paga il canone ad oggi. E credo che sia un elemento sul quale riflettere”. Ha inoltre chiarito Fuortes.

“In merito ad una lettera anonima che riguardi Ranucci devo dire che è la prima volta che sento una cosa del genere. Evidentemente alla responsabile dell’Audit non è arrivato nulla perché lei sa che mi deve avvertire quando ci sono cose importanti. Cercheremo di capire di cosa si parla. Io agli atti non ho nessun tipo di denuncia formale o informale”. Così l’ad Rai Carlo Fuortes ha risposto ad un commissario della Vigilanza Rai che ha fatto riferimento ad una lettera anonima circa comportamenti impropri di Sigfrido Ranucci nei confronti di alcune giornalisti.

 La risposta di Ranucci: contro di me dossier basato su falsità

“E’ un altro dossier basato su falsità. E ho già presentato una denuncia il 5 agosto”. Così il giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Reort su Rai3, risponde all’Adnkronos circa una lettera anonima che citerebbe comportamenti impropri da parte sua nei confronti di alcune giornaliste sulla quale un commissario della Vigilanza Rai ha interpellato l’amministratore delegato Carlo Fuortes durante la seconda parte dell’audizione nella bicamerale, appena terminata.