La violenza contro le donne, dramma da affrontare con gli uomini

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25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne. I numeri sono tremendi, ogni tre giorni ne viene uccisa una, e le iniziative per l’occasione sono numerose, dagli annunci pubblicitari agli spettacoli dedicati.
C’è chi però prova anche a proporre uno sguardo diverso. Focalizzato sugli uomini.

251119 BOLOGNA NOI NO GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE SPETTACOLO QUADRERIA PALAZZO MAGNANI .Foto di FDM/A.RUGGERI

La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con il progetto NoiNo.org, si propone di contrastare la violenza di genere cercando di cambiare i modelli maschili.
Per farlo, organizza anche una serie di incontri e percorsi educativi rivolti alle scuole superiori. Perché è dalla scuola (e dalla famiglia) che si può cominciare a cambiare.
Agli incontri aggiunge poi ‘Brucio d’amore’, spettacolo interattivo in cui si mostrano piccoli e grandi abusi, dall’interrompere continuamente lei che parla allo stalking, alla gelosia ossessiva. Lo spettacolo, che coinvolge quattro classi del Liceo scientifico Fermi di Bologna, è interattivo perché durante la rappresentazione chiunque può interrompere la rappresentazione e intervenire per cambiare la storia. Scoprendo però che spesso (come è successo a molte vittime) è difficile farsi ascoltare.

070318 BOLOGNA SCUOLE RUBBIANI LBORATORI NOINO .Foto di FDM/A.RUGGERI


NoiNo.org è un progetto biennale che si concluderà nel 2022. E con lo slogan ‘Prendiamo la parola contro la violenza sulle donne’ indaga la violenza maschile. Compresa quella esercitata online, che si declina in tante forme: dalla condivisione non consensuale di immagini private al body shaming, dalle parole d’odio allo shit storm. Con un dato preoccupante: il 21% di ragazze e ragazzi pensa che il cyberstalking rientri nella normalità.

La violenza non è un raptus

Un’altra convinzione difficile da sradicare è che la violenza sia frutto di un raptus. Lo dice bene – in un intervento sul Corriere della Sera – Vera Squartrito, mamma di Giordana, che morì accoltellata 48 volte dal compagno: “È arrivato il momento di aiutare gli uomini violenti a contenere la rabbia. Forse è il tempo di pensare a loro, ai cosiddetti maltrattamenti, molto più di quanto sia stato fatto finora… Sappiamo tutti che se un uomo vuole, fortissimamente vuole, uccidere una donna i provvedimenti come braccialetto elettronico o divieto di avvicinamento non sono sufficienti a scongiurarlo”.

Fondazione a fianco delle donne

Dice afferma Giusella Finocchiaro, presidente della Fondazione del Monte:«Proponiamo percorsi di riflessione sul maschile e soluzioni di educazione dei ragazzi e rieducazione degli uomini adulti. Questo si inserisce nella nostra più ampia attenzione per tutti i progetti che mirano a difendere la dignità della persona, una dignità svilita dai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, e a maggior ragione annientata da violenze domestiche che spesso portano persino alla morte».