Le Figaro riaccende lo scontro Bollorè-Arnault. Ma Dassault non vende

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Torna a rinnovarsi lo scontro tra Vincent Bollorè e Bernard Arnault. I due miliardari francesi, qualche mese fa protagonisti dello scontro per il controllo del gruppo Lagardere, avrebbero entrambi messo gli occhi su ‘Le Figaro’, lo storico quotidiano francese, fondato nel 1826. Lo racconta ‘Le Monde’.

Per ‘Le Figaro’ valore fino a 1 miliardo di euro

Alcune stime collocano il valore di ‘Le Figaro’ tra i 500 milioni di euro e 1 miliardo. Secondo i dati dell’Apcm le copie vendute si attestano nel 2020-21 a 339 mila, mentre ci sono circa 240 mila abbonati all’edizione digitale.
Il sito Le Figaro.fr registra 25 milioni di visitatori al mese.

Offerte respinte

In privato, scrive ‘Le Monde’, Bollorè “che sta costruendo un gruppo editoriale a grande velocità non ha mai nascosto il suo interesse per il grande giornale della destra francese”. E, continua il giornale, “il patron di Vivendi guarda con interesse al dossier da giugno del 2018”. Dal canto suo Lvmh avrebbe presentato prima dell’estate un’offerta.
“I signori Arnault e Bolloré hanno fatto ognuno una proposta alcuni mesi fa”, ha confermato a ‘Le Monde’ Laurent Dassault, uno dei figli di Serge Dassault , fondatore del gruppo che possiede il quotidiano dal 2004.
“Abbiamo due potenziali acquirenti ma non venderemo la nostra storia. Abbiamo un dovere di memoria nei confronti di nostro padre. Anche per un miliardo di euro”, ha chiosato.

Qualche giorno fa era circolata la voce di una trattativa tra Vincent Bolloré e la famiglia Dassault, rapidamente smentita da un portavoce del gruppo Dassault. Il gruppo di Bernard Arnault, che possiede già due quotidiani (‘Le Parisien’ e quello economico ‘Les Echos’), comunque, ha smentito di aver presentato un’offerta per ‘Le Figaro’.