Editoria, Moles: settore da tutelare accompagnandolo senza dirigismo

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Al Forum organizzato da Radiocor, il sottosegretario ha parlato degli interventi messi in campo dal Governo per l’editoria

Accompagnare l’editoria in un futuro migliore “passo passo, senza dirigismo”. Il sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles sintetizza così le intenzioni dell’esecutivo nei confronti del settore.
“Tutti, nessuno escluso, considerano il sistema editoriale un ambito da tutelare, salvaguardare e accompagnare nel nuovo mondo. Per questo motivo, nessuno di fronte alle nostre proposte si è opposto”, ha spiegato dal Forum organizzato il 25 novembre dal Sole 24 Ore Radiocor.

Interventi su due binari

“La crisi dell’intera filiera editoriale non nasce oggi, è antica e il Covid l’ha ulteriormente aggravata”, ha aggiunto.
“Abbiamo deciso di intervenire su due binari: il primo è quello di sostenere nell’immediato per quanto possibile il più possibile tutta la filiera editoriale. Il secondo binario è di medio-lungo periodo, perchè quello che abbiamo messo in campo possa essere sostenuto nel tempo’, ha spiegato, per poi citare le varie misure messe in campo.

Si parte dal credito sulla carta, al raddoppio del bonus edicole, per poi arrivare a “risorse vere e reali”. “Per questo, ha rimarcato, c’e’ stata la direttiva sul copyright e ho fatto specificare nel PNRR che gli strumenti previsti per la trasformazione digitale possano essere usati dalle imprese di tutta la filiera editoriale”.
“Infine abbiamo fatto la scommessa di inserire in manovra un fondo straordinario da 230 milioni che si aggiunge a quello che abbiamo fatto finora, ma anche ai 110 milioni del fondo per il pluralismo che continueranno a esserci”.

Governo “neutrale” sulla riforma del settore

Moles ha guardato anche oltre, fino alla riforma complessiva del settore editoriale. “l’atteggiametno di questo Governo è di assoluta e totale neutralità, nel segno della tutela di tutti, nessuno escluso”. “Dipenderà anche dal tempo di questo Governo”.

Crisi editoria su scala mondiale

La crisi dell’editoria è comune in tutto il mondo. “Abbiamo di fronte un sistema che sicuramente a causa degli sconvolgimenti europei e mondiali è in continua evoluzione. Il progresso tecnologico è molto piu’ veloce di quanto noi legislatori siamo in grado di fare attraverso la norma”.
“Il compito fondamentale, ha chiosato, è cominciare a ragionare sul fatto che siamo in un sistema dove non solo l’editoria italiana è in difficoltà, ma tutto il sistema mondiale. Qualsiasi atteggiamento che possiamo avere a livello locale magari viene superato da quello che accade in Cina o negli Stati Uniti”.