Come comunicare il cinema, incontri a Torino

Condividi

Anche a Torino, come a Roma, il festival del cinema (in corso fino a sabato) si accompagna ad alcune giornate di incontri di mercato. Per il quarto anno, i Production Days organizzati dalla Film Commission Torino Piemonte hanno presentato panel, interventi, masterclass, workshop. Tematiche, protagonisti e appuntamenti che hanno coinvolto l’intera filiera dell’audiovisivo: la scrittura e gli adattamenti cinematografici, la grande distribuzione e le ‘sale coraggiose’, le professioni del set cinematografico, i progetti in via di sviluppo, l’audience design e la comunicazione.
In totale fra presenza e online, 64 eventi. Con una forte partecipazione italiana, ma anche internazionale.

Paolo Manera, direttore della Film Commission. Torino Piemonte, e Stefano Francia di Celle, direttore del Torino Film Festival

Un’agenzia per comunicare il cinema

Fra i diversi appuntamenti, uno è stato dedicato a ‘Comunicare il cinema – Far vedere un film, prima di vedere il film. Dalla scelta del pubblico alla vendita’. Ne ha parlato Federico Mauro, direttore creativo dell’agenzia Vertigo di cui è socio con Marco De Micheli.
“Nel cinema ci sono agenzie che si occupano solo di poster, altre che sviluppano trailer, altre ancora che fanno social media manager: tutte realtà diverse. Noi invece ci occupiamo di tutto, quindi abbiamo un’unica visione di comunicazione, in cui le diverse attività si integrano a vicenda”, spiega Mauro.

Il titolo più recente di cui si è occupata Vertigo è ‘Diabolik’ dei Manetti Brothers, che il 15 dicembre sarà l’evento di chiusura del Noir in Festival e uscirà al cinema il 16. Per questo film l’agenzia ha realizzato poster e character poster, artwork, visual social. E ha anche diretto il teaser trailer, con riprese ad hoc del covo di Diabolik, ossia non utilizzando il girato dei fratelli Manetti.
Quest’anno, ricorda Mauro, “abbiamo però anche lavorato per ‘Freaks Out’ di Gabriele Mainetti, e in precedenza al ‘Pinocchio’ di Garrone, con Ferzan Ozpetek e Paolo Sorrentino, per la campagna di comunicazione di ‘Smetto quando voglio’… un po’ con tutti gli autori del cinema italiano. E realizziamo anche sigle, come quella dell’’Amica geniale'”.

Federico Mauro

Creatività e selezione

“Si riesce a comunicare il cinema quando si eventizza l’uscita, ci si costruisce intorno un mondo di attività e materiali: più comunicazione che promozione”, dice Federico Mauro. Certo, non sempre si può procedere così, anche perché di titoli italiani il calendario deborda e per definizione un evento deve essere un unicum. In ogni caso, l’obiettivo di Vertigo è “trovare il registro comunicativo giusto e puntare sulla creatività”.

I mezzi per comunicare il cinema

Se gli spot tv, dalle misure contenute, servono per comunicare a malapena date di uscita, registi e attori, è con i social che anche il cinema deve fare i conti. “Sono il luogo dove si misura il sentiment di un film, si capisce se c’è attesa, se piace… E in ogni caso, quello che è davvero interessante è lo storytelling, unito al tono di voce giusto. Poi, il successo del film non è merito della campagna di comunicazione, ma questa può aiutare”.