Pessimo avvio di stagione per Vespa, ma Mediaset lo corteggia perché…

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Avvio di stagione tv deludente per Porta a Porta, che – come dicono i dati di Auditel elaborati da Studio Frasi – perde il confronto col Maurizio Costanzo Show ed è in calo netto rispetto agli ultimi anni. Ma nonostante Auditel lo bocci, Bruno Vespa potrebbe essere una risorsa strategica per Cologno. Per riassortire l’offerta di brand informativi e giocare meglio la partita per il Quirinale

Punti chiave

  • Avvio stagione tv in netto deficit di spettatori per Porta a Porta di Bruno Vespa che perde anche nel confronto col Maurizio Costanzo Show
  • Il talk notturno di Rai1 fuori ritmo e fuori clima nell’era social?
  • I dati dei meter certificano un saldo negativo sia rispetto al 2020 e al 2019 su quasi tutti i target e nelle varie regioni
  • Perché Vespa potrebbe comunque essere utile a Cologno

E’ il peggiore avvio di stagione di Bruno Vespa e di ‘Porta a Porta’ nelle nove settimane autunnali appena conclusesi (prima che la dimensione prefestiva cambi un po’ le carte in tavola). Mentre il volto storico dell’informazione Rai, in fase di rinnovo di contratto con Viale Mazzini e – a quanto pare – corteggiato anche da Mediaset (una nota del gruppo ha risposto “No Comment” all’indiscrezione), è in giro per tutti i salotti tv di ogni ordine e grado a promuovere il suo libro natalizio, “Quirinale. Dodici presidenti tra pubblico e privato”, i numeri dei meter certificano il calo dei consensi di ‘Porta a Porta’.

Dipendesse solo dai risultati di ascolto e dalle logiche più pure della tv commerciale, apparirebbe veramente strano, un eventuale progetto di portare a Cologno il giornalista.

Uno storico passaggio di Silvio Berlusconi a Porta a Porta

I dati di Auditel elaborati da Studio Frasi parlano chiaro. Il programma di ‘terza serata’ di Rai1 appare in calo abbastanza netto sul 2020, caratterizzato però dalla pandemia e, quindi, da un’importante crescita di spettatori per la tv nel suo complesso. Ma il bilancio di ‘Porta a Porta’ risulta in ‘rosso’ e in chiaro saldo negativo anche nel confronto con il periodo omogeneo del 2019.

Avvio di stagione in netto deficit di spettatori per Vespa che perde anche nel confronto con Costanzo

Il talk di Vespa pare pagare un fisiologico affievolimento delle prestazioni dell’infotainment che satura la griglia della programmazione generalista, in particolare, su molte reti in chiaro.
Inoltre, comincia a diventare complicato, per il conduttore, arrivare con i propri dibattiti e approfondimenti – spesso registrati presto – alla fine di una giornata tv di racconto live della politica effettuato dalle tante trasmissioni d’informazione trasmesse, specie dalle ‘ibride’ Rete4 e La7 e da Rai3.

Fuori ritmo e fuori clima nell’era social?

La sua impostazione formale e ‘istituzionale’, pare soffrire l’atterraggio brusco nell’era del consenso pilotato dai social. E con le arene televisive di genere che, in ogni fascia oraria, oramai si propongono con linguaggio, toni e ritmi molto diversi da quello di ‘Porta a Porta’.   

Non sorprende così, ad esempio, che Vespa venga nettamente battuto dal ‘Maurizio Costanzo Show’, tornato in onda con successo su Canale5, con una formula ancora più votata all’entertainment puro.

La tabella elaborata da Studio Frasi sulle settimane dalla quarantesima alla quarantanovesima, il confronto con il 2020 ed il 2019

La tabella di sintesi, che analizza l’andamento di ‘Porta a Porta’ nelle settimane dalla quarantesima alla quarantonevesima, dice che la flessione dello share rispetto al 2020 e di circa 1,7 punti e quella rispetto al 2019 di 0,94 punti.

Saldo negativo su quasi tutti i target e nelle varie regioni

A guardare l’andamento degli ascolti in termini di target, classi socio-economiche, percorso formativo e territori, emerge come ‘Porta a Porta’ possa contare su rarissime voci di bilancio incrementali.
Nel confronto con il 2020, Vespa è complessivamente più debole sul target femminile, perde molto sia tra gli over 65 (che sono il suo core target) che tra i giovani tra i 20-24 anni. E poi tra gli spettatori della classe media e quelli che hanno fatto le scuole secondarie.

Il flop più clamoroso è quello in Lombardia, la regione più popolosa e televisivamente strategica del Paese, dove oltretutto Vespa risulta ancora più in calo nel confronto con il 2019.

Nicola Porro

Perché Vespa potrebbe comunque essere utile a Cologno

Perché Cologno quindi cerca Vespa (se lo cerca, ma fin qui non c’è stata alcuna smentita)? Forse perché, nonostante i dati di ascolto deficitari, il giornalista rappresenterebbe una risorsa strategica per Cologno. In particolare per la sua ammiraglia, Canale5.

Vespa potrebbe fare giocare al Biscione un ruolo più deciso in chiave politico/istituzionale/relazionale in una fase di passaggio delicatissima della storia del Paese. E dell’azienda televisiva.

All’interno delle emittenti e del gruppo, Vespa potrebbe essere un riequilibratore di pesi e stili. Costituirebbe un’implementazione dell’autorevolezza dell’offerta complessiva, all’interno del bouquet di brand che già schiera, tra gli altri, i vari Nicola Porro, Paolo Del Debbio, Mario Giordano, Barbara Palombelli.

Mario Giordano e Paolo Del Debbio

Un opinion leader bocciato da Auditel ma, molto probabilmente, ancora in grado di influenzare e fare rete, ad esempio, nella partita politica in corso per il Quirinale (di cui parla proprio nell’ultimo libro prodotto). Dove Silvio Berlusconi stavolta – direttamente o indirettamente – vuole certamente dire la propria in maniera efficace.