Maggioni: Tg1 senza pastone e “più mondo”. Serve portare fuori le news

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In un’intervista a Repubblica, Monica Maggini racconta i cambiamenti che da direttrice apporterà al Tg1

Da una manciata di giorni alla guida del Tg1, Monica Maggioni ha raccontato a Repubblica le impostazioni e i cambiamenti che intende apportare alle news della rete ammiraglia Rai.

Tg1 e politica: via il pastone

Prima novità la scomparsa del cosiddetto “pastone politico”. “Non c’è più, sembrava fosse immortale e invece… Comunque niente di cruento, ho solo chiesto ai colleghi che si occupano di politica di farci capire cosa sta succedendo. Che succede oggi? Qual è la notizia più importante? Niente di diverso da quello che fate voi”.

“Il filtro, lo sguardo, ha precisato Maggioni, prima donna a guidare il Tg1, deve essere sempre giornalistico” e sulla politica “dobbiamo stare più attenti, ma “senza stare lì col bilancino”.
A proposito di politica e su quanto possa farsi sentire, Maggioni ha replicato: “Io sono per parlare con tutti, ma sapendo i confini del mio lavoro e del loro. La chiave, il metodo vorrei dire, è il rispetto reciproco. Il rispetto del giornalismo”.

Più “racconto del mondo”

Su quali novità e innovazioni arriveranno al Tg1, Maggioni ha le idee chiare, sia in fatto di contenuti sia di forma, anche per riconquistare i giovani.
“Devi mettere le persone in grado di capire perché succedono le cose”, ha detto, anticipando l’intenzione di allargare “il racconto del mondo”. “E’ quello il mio sguardo naturale sulle cose. Inoltre, ormai la scala dei problemi è sempre più grande, devi per forza andare oltre i confini nazionali”.

Maggioni: allungare la coda dei Tg

E sull’età del pubblico medio dei notiziari, la direttrice del Tg1 ha aggiunto: “la sfida è portare il nostro racconto anche in territori dove oggi non ci siamo, come i social o il digitale. Una cosa che mi piacerebbe fare è “allungare la coda” del Tg, che non può essere solo quello che va in onda in quella mezz’ora. Il Longform, che voi state sperimentando, è un lavoro che dobbiamo fare anche noi. Ti porta a intercettare un audience diversa, una generazione diversa, che non necessariamente guarda il Tg1″.