Pechino 2022, Usa boicottano le Olimpiadi. La replica: sport politicizzato

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La Casa Bianca ufficializza l’assenza di diplomatici dai giochi invernali per protestare contro la violazione dei diritti umani in Cina

Mancano poco meno di due mesi alle Olimpiadi invernali di Pechino, in programma dal 4 al 20 febbraio prossimi.
A tenere banco non sono le notizie sugli atleti o le misure adottate per la sicurezza della manifestazione nonostante il Covid, ma le tensioni tra Cina e Usa.

Boicottaggio Usa

Il culmine si è toccato con l’annuncio ufficiale da parte americana che nessun rappresentante dell’amministrazione statunitense sarà presente ai Giochi Invernali di Pechino 2022. Boicottaggio diplomatico, dunque, che riporta agli anni ’80 e ai tempi della Guerra Fredda. E ora altri paesi potrebbero assumere la stessa posizione, a partire dall’Australia e dal Regno Unito

Alla base della decisione Usa la volontà di mandare alla Cina un messaggio sul fronte della difesa dei diritti umani in Tibet, ad Hong Kong e nello Xinjiang.
Pechino è infatti accusata di soffocare la voce degli oppositori e di violare le libertà delle minoranze religiose come quella degli uiguri, perseguitata e oggetto di torture e violenze. Situazione, quest’ultima, che la Casa Bianca ha definito “genocidio”.

Pechino: no palcoscenico per provocazione politica

“Se gli Stati Uniti insistono nell’andare sulla propria strada adotteremo sicuramente contromisure risolute”, ha affermato Zaho Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese.

“Le Olimpiadi Invernali non possono essere il palcoscenico per una provocazione politica”. “Dovrebbero smettere di politicizzare lo sport e di interferire con parole e azioni contro le Olimpiadi di Pechino, altrimenti mineranno il dialogo e la cooperazione tra i due Paesi in una serie di importanti aree e questioni internazionali e regionali”, ha continuato.
“Olimpiadi e Paralimpiadi sono il raduno per atleti e appassionati di sport invernali di tutto il mondo. Sono loro il successo dei Giochi, non la presenza di un pugno di funzionari di governo dei Paesi”.

Cio: decisione politica

Intanto il Cio ha comunicato di “rispettare” la decisione degli Stati Uniti sul boicottaggio diplomatico. “La presenza di funzionari governativi e diplomatici è una decisione puramente politica di ciascun governo, che il Cio nella sua neutralità politica rispetta pienamente.