Antitrust: maxi multa ad Amazon per abuso posizione dominante

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Sanzione da 1,12 miliardi di dollari al colosso dell’eCommerce che annuncia ricorso

L’Antitrust ha irrogato una sanzione di oltre 1 miliardo di euro (1.128.596.156,33) alle società Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l. per violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (abuso di posizione dominante).
Secondo l’Autorità (nella foto il presidente Roberto Rustichelli), Amazon ha danneggiato gli operatori concorrenti nel servizio di logistica per e-commerce. Imposte al gruppo misure comportamentali che saranno sottoposte al vaglio di un monitoring trustee.

Amazon, spiega nel dettaglio l’Antitrust, detiene una posizione di assoluta dominanza nel mercato italiano dei servizi di intermediazione su marketplace, che le ha consentito di favorire il proprio servizio di logistica, denominato Logistica di Amazon (Fulfillment by Amazon, c.d. “FBA”), presso i venditori attivi sulla piattaforma Amazon.it ai danni degli operatori concorrenti in tale mercato e di rafforzare la propria posizione dominante.

Accesso a vantaggi, come “l’etichetta Prime”

Secondo l’Autorità, le società hanno legato all’utilizzo del servizio Logistica di Amazon l’accesso a un insieme di vantaggi essenziali per ottenere visibilità e migliori prospettive di vendite su Amazon.it. Tra tali vantaggi esclusivi spicca l’etichetta Prime, che consente di vendere con più facilità ai consumatori più fedeli e alto-spendenti aderenti all’omonimo programma di fidelizzazione di Amazon. L’etichetta Prime consente, inoltre, di partecipare ai famosi eventi speciali gestiti da Amazon, come Black Friday, Cyber Monday, Prime Day e aumenta la probabilità che l’offerta del venditore sia selezionata come Offerta in Vetrina e visualizzata nella cosiddetta Buy Box. Amazon ha, così impedito ai venditori terzi di associare l’etichetta Prime alle offerte non gestite con FBA.

L’istruttoria ha accertato che si tratta di funzionalità della piattaforma Amazon.it cruciali per il successo dei venditori e per l’aumento delle loro vendite.

Infine, ai venditori terzi che utilizzano FBA non viene applicato lo stringente sistema di misurazione delle performance cui Amazon sottopone i venditori non-FBA e il cui mancato superamento può portare anche alla sospensione dell’account del venditore.

Accresciuto il divario tra Amazon e la concorrenza

In tal modo – evidenzia l’Antitrust – Amazon ha danneggiato gli operatori concorrenti di logistica per e-commerce, impedendo loro di proporsi ai venditori online come fornitori di servizi di qualità paragonabile a quella della logistica di Amazon. Tali condotte hanno così accresciuto il divario tra il potere di Amazon e quello della concorrenza anche nell’attività di consegna degli ordini e-commerce.

Per effetto dell’abuso, inoltre, sono stati danneggiati anche i marketplace concorrenti: a causa del costo di duplicazione dei magazzini, i venditori che adottano la logistica di Amazon sono scoraggiati dall’offrire i propri prodotti su altre piattaforme online, perlomeno con la stessa ampiezza di gamma.

Dall’Antitrust imposte “misure comportamentali”

L’Autorità – prosegue la nota – ha ritenuto tale strategia abusiva particolarmente grave e, anche in considerazione della sua durata, degli effetti già prodotti e delle dimensioni del Gruppo, ha deciso di irrogare la sanzione. Inoltre, per ripristinare immediatamente le condizioni concorrenziali nei mercati rilevanti, ha imposto ad Amazon misure comportamentali che saranno sottoposte al vaglio di un monitoring trustee: Amazon dovrà concedere ogni privilegio di vendita e di visibilità sulla propria piattaforma a tutti i venditori terzi che sappiano rispettare standard equi e non discriminatori di evasione dei propri ordini; Amazon dovrà definire e pubblicare tali standard e, a far data da un anno dall’assunzione della decisione, astenersi dal negoziare con i vettori e/o con gli operatori di logistica concorrenti – per conto dei venditori – tariffe e altre condizioni contrattuali applicate per la logistica dei loro ordini su Amazon.it, al di fuori di FBA.

Replica di Amazon: “in profondo disaccordo”

Immediata la replica di Amazon che giudica “ingiustificata” e “sproporzionata” la maxi sanzione inflittale dall’Antitrust, e annuncia che farà ricorso.

“Più della metà di tutte le vendite annuali su Amazon in Italia sono generate da piccole e medie imprese, e il loro successo è al centro del nostro modello economico”, spiega il colosso dell’e-commerce.
“Le piccole e medie imprese hanno molteplici canali per vendere i loro prodotti sia online che offline: Amazon è solo una di queste opzioni”, continua.

Nella sua nota Amazon spiega di investire “costantemente per sostenere la crescita delle 18.000 piccole e medie imprese italiane che vendono su Amazon, fornendo molteplici strumenti ai nostri partner di vendita, anche a quelli che gestiscono autonomamente le spedizioni”.

Amazon ricorda poi che la sua logistica è un programma facoltativo e che i partner possono utilizzarlo o meno, anche per singoli prodotti e che la maggior parte dei nostri partner di vendita non usa il programma Logistica di Amazon. L’azienda inoltre spiega che in in ogni Paese in cui opera ci sono rivenditori più grandi di Amazon e che in Italia, nel 2021, l’incidenza delle vendite e-Commerce sul totale delle vendite Retail è passata dal 9% del 2020 al 10% secondo la recente analisi dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano.

Plauso Ue: esempio di coordinamento in Rete europea

Il caso Amazon “è un esempio di coordinamento riuscito tra la Commissione europea e l’Autorità italiana garante della concorrenza, che era nella posizione ideale per condurre un’indagine separata sulla condotta di Amazon in Italia”.
E’ il commento della Commissione europea alla sanzione inflitta dall’Antitrust italiano al gigante dell’e-commerce, evidenziando la “stretta collaborazione” tra le due autorità “nell’ambito della Rete europea della concorrenza (‘Ecn’) per garantire la coerenza con le indagini in corso” a livello Ue.

Nel prendere atto della decisione odierna dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Bruxelles mette in rilievo l’importanza della Rete europea della concorrenza (‘Ecn’), un forum per il coordinamento e la cooperazione tra i suoi Stati membri per garantire “uso efficiente delle risorse e un’applicazione efficace delle regole di concorrenza dell’Ue”. In questo caso, “l’attribuzione della causa è stata concordata congiuntamente” tra Italia e Ue, “alla luce dei tempi, della portata e delle relative ipotesi di danno dei rispettivi procedimenti, al fine di garantire il miglior utilizzo delle risorse a vantaggio dei consumatori e delle imprese dell’Ue” e “tale approccio è stato confermato dal Tribunale con ordinanza del 14 ottobre 2021”.

Le indagini aperte in Ue

Bruxelles ricorda quindi le indagini Ue aperte e ancora in corso nei confronti della società di Jeff Bezos. Nello specifico, il 10 novembre 2020 la Commissione europea ha messo formalmente sotto accusa Amazon (nell’ambito di un’indagine avviata nel 2019) per l’utilizzo improprio dei dati aziendali non pubblici dei venditori indipendenti che si usano la sua piattaforma di vendita, una pratica con cui creerebbe un vantaggio per le proprie attività di vendita al dettaglio a discapito degli stessi venditori terzi, e ha avviato una seconda indagine formale sulle pratiche commerciali della multinazionale per vederci chiaro sulle modalità attraverso le quali spinge i propri servizi come Buy Box e il programma fedeltà Prime.