Sileri: in tv meglio dubbiosi del vaccino che no vax

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‘Per colpa di chi dice baggianate un mio amico è finito in terapia intensiva’

“Io preferirei venisse invitata in tv una persona dubbiosa sul vaccino messa a confronto con uno scienziato che può dare delle risposte alle sue perplessità. Se viene chiamato il no vax puro, il complottista del microchip non è rappresentativo del 15% della popolazione non vaccinata”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, è intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus.

“Ci sono soggetti – ha aggiunto – che dicono delle baggianate facendo leva sulle paure di molti che giustamente sono preoccupati. Con le persone preoccupate bisogna parlarci, però se poi sentono uno che si dichiara professore universitario e dice delle baggianate parlando di complotti, la persona indifesa, impaurita, che non ha la conoscenza medico-sanitaria adeguata si impaurisce di più. Parlare di complottismo non ha senso e fa allontanare alcuni soggetti dalla vaccinazione rischiando di morire”.

“In questa rete fatta di maglie costituita da pazzi che dicono pazzie – dice il sottosegretario – rimangono intrappolate persone fragili che temporeggiano e in questo. In questa rete ci è caduto un mio amico, che non si è fidato di quello che gli diceva il sottoscritto, perché sulla rete questi professoroni che non sanno di cosa parlano lo hanno portato ad allontanarsi dalla vaccinazione e ora ho saputo che è intubato in terapia intensiva. Ecco perché l’altra sera in tv mi sono arrabbiato così tanto con questi soggetti che dicono scempiaggini. In Italia fu fatto un sondaggio circa 2 anni fa e il 14% degli italiani negava l’olocausto, allora che facciamo diamo voce a queste persone in tv? Io sono d’accordo a dare voce anche ai no vax, ma in maniera proporzionata”, ha concluso.