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W. Post: Amazon finanzia no vax. Bezos: noi pro vaccini, ma rispettiamo tutti

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La rivelazione arriva dal Washington Post dopo aver analizzato documenti fiscali del gigante dell’e-commerce

La rivelazione arriva dal Washington Post e parla di un sostegno finanziario di migliaia di dollari da parte di Amazon ad attività di disinformazione di diversi gruppi no-vax americani attraverso un suo programma di beneficenza.

Il Washington Post – testata che fa capo a Jeff Bezos attraverso Nash Holdings – sgancia così “la bomba” dopo aver analizzato documenti fiscali del gigante dell’e-commerce. In sostanza attraverso AmazonSmile, che dona lo 0,005 di ogni acquisto effettuato ad un’organizzazione scelta dal cliente, sono stati donati oltre 40.000 dollari a gruppi che facevano disinformazione sui vaccini contro il Covid e sulla campagna vaccinale dell’amministrazione Biden.

Si tratta, come riporta Ansa, di una piccola cifra rispetto agli oltre 60 milioni di dollari donati ogni anno da Amazon a ong di ogni genere e tuttavia capaci di creare “grossi danni per la capacità di queste entità di diffondere fake news attraverso i social”, sottolinea Imran Ahmed, amministratore delegato del Center for Countering Digital Hate, un’organizzazione che lotta contro la disinformazione e le fake news online. Immediata la replica di Amazon che tiene a sottolineare il suo forte sostegno alla campagna vaccinale contro il coronavirus e alla vaccinazione dei suoi dipendenti.

“Come azienda, continuiamo a incoraggiare i nostri dipendenti a vaccinarsi e riteniamo che sia un passo importante per le comunità per rimanere in salute e riprendersi dalla pandemia”, si legge in una nota del gigante dell’e-commerce. Tuttavia, si sottolinea, “rispettiamo che i nostri clienti abbiano un’ampia varietà di punti di vista su questo argomento, motivo per cui gli enti di beneficenza in questione continuano a essere inclusi nell’elenco delle organizzazioni tra cui i clienti possono scegliere all’interno del programma AmazonSmile”.

Amazon puntualizza che le organizzazioni che vogliono beneficiare di AmazonSmile devono rispettare “i requisiti delineati nel nostro contratto di partecipazione”. E quindi organizzazioni che “supportano, incoraggiano o promuovono intolleranza, odio, terrorismo, violenza, riciclaggio di denaro o altre attività illegali non sono idonee”.

“Se in qualsiasi momento un’organizzazione viola questo accordo, la sua idoneità sarà revocata”, si precisa. Dal 2013, AmazonSmile ha donato più di 321 milioni di dollari a enti di beneficenza in tutto il mondo, dagli sforzi umanitari globali e gruppi per il benessere degli animali alle organizzazioni scolastiche (Parent Teacher Associations) e gli ospedali.

Amazon sottolinea che “organizzazioni di tutto il mondo sono state in grado di espandere il loro lavoro e avere un impatto significativo nelle loro comunità grazie a queste donazioni e ai clienti che acquistano utilizzando AmazonSmile”.

Amazon declassata da Standard Ethics, corporate rating passa a “E” da “E+”

Standard Ethics, riporta LaPresse, ha declassato il corporate rating di Amazon a “E” da “E+”. “Si procede al declassamento della società a seguito della decisione dell’Antitrust italiana di infliggere una sanzione di oltre 1 miliardo di euro ad alcune società del gruppo Amazon per violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea”, segnalano gli analisti di Standard Ethics ricordando che Amazon era già “Under Monitoring” dallo scorso 17 marzo in riferimento ad aspetti di e-commerce sotto osservazione dalla Commissione Europea.