Anche i big come Amazon devono sottostare agli obblighi della concorrenza del DMA

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Levi (AIE): “Risultato molto importante per la trasparenza nel mondo del libro”

Anche le grandi piattaforme online per distribuzione e vendita di libri, e-book e prodotti audiovisivi – come Amazon libri e Prime Video– devono sottostare alle regole del Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo che disciplina la concorrenza nei mercati digitali.

Lo prevede – spiega una nota Aie – un emendamento al DMA approvato dall’Europarlamento e promosso dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dalla Federazione degli Editori Europei (FEP), dalla Federazione Internazionale dei Librai (EIBF) e da parte del comparto audiovisivo che chiarisce l’ambito di applicazione. Il testo del regolamento approvato il 15 dicembre dall’Europarlamento sarà discusso nel nuovo anno insieme a quello del Consiglio Europeo e a quello della Commissione, per arrivare alla versione definitiva.

Il regolamento prevede in capo ai gatekeepers, ovvero i soggetti in posizione dominante nell’economia digitale che mediano l’accesso degli utenti a contenuti, beni e servizi – dai marketplace come Amazon, ai motori di ricerca e ai social network – particolari obblighi volti a contrastare pratiche sleali, tra cui la condivisione dei dati che possono contribuire a una maggiore trasparenza e conoscibilità del mercato, come quelli generati dalle transazioni e dall’accesso ai contenuti da parte degli utenti.

“Grazie all’emendamento approvato dall’Europarlamento – ha spiegato il presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi – rientrano tra i soggetti regolamentati dal DMA anche le grandi piattaforme per la vendita di libri a stampa e e-book il cui ruolo nel mercato librario è sempre più forte. Così si gettano le basi per un rapporto più equilibrato tra le case editrici e tali soggetti, contribuendo a una crescita del mercato sostenibile ed equa. Ringraziamo tutti gli europarlamentari che si sono spesi per questo risultato, in particolare l’ampissimo schieramento di parlamentari italiani dei gruppi Socialisti e Democratici, Conservatori e Riformisti europei, Identità e Democrazia, Verdi e non iscritti, che hanno dato parere positivo all’emendamento”.