The Economist incorona l’Italia ‘Paese dell’anno’. Grazie a Draghi

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The Economist incorona l’Italia ‘Paese dell’anno’. “Non per i suoi calciatori che hanno vinto il trofeo più importante d’Europa, non per le sue pop star che hanno vinto la gara canora Eurovision, “ma per la sua politica”.

“E’ cambiata”, scrive The Economist, ricordando di aver spesso criticato i leader del nostro Paese, a partire da Silvio Berlusconi. Con l’ex capo della Bce, infatti, l’Italia “si è dotata di un Presidente del consiglio competente e rispettato a livello internazionale.
Per una volta, osserva ancora il giornale, la maggioranza dei politici ha messo da parte le differenze per sostenere un profondo programma di riforme”, vanta un tasso di vaccinazione tra i più alti d’Europa “e la sua economia corre più di Francia e Germania”.
Ma mette però in guardia sul pericolo “un’inversione”. Pericolo che si paleserebbe se Draghi andasse al Quirinale, “un incarico più cerimoniale”, lasciando il posto ad un premier “meno competente”.

“E’ impossibile negare, conclude la rivista, che oggi l’Italia sia in un posto migliore rispetto a dicembre del 2020 e per questo è il nostro Paese dell’anno. Auguroni!”.