Bartoli (Odg): Risorse solo a imprese che tutelano occupazione. Giornalisti bersaglio, serve protezione

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Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, alla conferenza stampa di fine anno di Draghi ha parlato di giornalisti ed editoria

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, in apertura della conferenza stampa di fine anno del presidente Draghi ha parlato di giornalisti, editoria e dei problemi del settore e ha detto: “Informazione di qualità significa lavoro di qualità, non è più possibile assistere allo stanziamento di ingenti risorse solo per accompagnare al prepensionamento i giornalisti, lasciando il lavoro sempre più precario. Dalle imprese che accedono al fondo per l’editoria è essenziale che il governo esiga precise garanzie”.

Draghi: Grazie ai giornalisti per quanto fate per democrazia

“Ringrazio voi giornalisi per tutto ciò che fate per la democrazia e per la libertà. In particolare ringrazio la stampa parlamentare per quanto fatto nell’ultimo anno”, ha detto il premier Mario Draghi.

Giornalisti sono bersaglio, serve più protezione

“Ci troviamo ancora una volta nel pieno di una pandemia, nella quale è emersa l’importanza di un’informazione seria e responsabile”, ha continuato poi Bartoli. “Le giornaliste e i giornalisti, come il personale sanitario, sono state più volte bersaglio”, ha sottolineato Bartoli, chiedendo “maggiore protezione” e che vengano perseguiti i responsabili. “Sarebbe triste scoprire di vivere in un paese nel quale si deve avere paura di raccontare i fatti”, ha sottolineato, come riporta Ansa.

Stop carcere per giornalisti e querele temerarie

“Ci permettiamo di chiedere attenzione su tanti dossier sospesi, a partire dalla riforma dell’ordinamento giornalistico”, sono le parole di Carlo Bartoli. “Occorre rivedere l’accesso alla professione, garantire il rispetto della deontologia, cinque gradi per la sanzione disciplinare sono un’eternità – ha affermato -. Occorre fermare le querele intimidatorie, cancellare le norme vergognose sul carcere, garantire centralità servizio pubblico”.

Informazione centrale, c’è sottovalutazione

“Si ha l’impressione che ci sia una sottovalutazione dei problemi dell’informazione del nostro paese. Parliamo di un settore fondamentale per la democrazia e il futuro”, ha detto ancora Bartoli ricordando i premi Nobel per la pace assegnati alla filippina Maria Ressa ed al russo Dmitry Muratov.

“Sono state messe ingenti risorse finanziare per la ripartenza economica”, ha spiegato, sottolineando che le minacce per i giornalisti arrivano su molti fronti. “Il digitale sta facendo venire meno le barriere – ha detto -, dobbiamo evitare che il falso diventi vero, evitare il formarsi di posizioni monopolio finanziario. L’ecosistema necessita di più informazione, non meno, la disintermediazione è il contrario di un’informazione responsabile”.