Draghi, io nonno al servizio delle istituzioni. Governo può andare avanti con chiunque

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Un uomo, anzi no, un “nonno al servizio delle istituzioni”. E’ a questa immagine che il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha consegnato il compito di tratteggiare la sua posizione rispetto ai futuri assetti istituzionali del Paese, a cominciare dalla guida del Colle, con l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, nel prossimo mese di febbraio. L’occasione è stata la tradizionale conferenza stampa di fine anno e la raffica di domande, due ore filate (rispetto all’ora e mezza preventivata) di un fitto botta e risposta con i cronisti di testate italiane e straniere che hanno affollato gli spalti dell’Auditorium Antonianum. Il piatto forte, richiesto fin dalla prima domanda, è stato il futuro istituzionale di Mario Draghi, alla Presidenza della Repubblica o altro. E le parole morbide del premier non nascondono la loro chiarezza.

“I miei destini personali non contano, non ho particolari aspirazioni di un tipo o dell’altro, sono un uomo, se vogliamo un nonno, al servizio delle istituzioni” ha esordito Draghi. Il governo, ha sottolineato, “ha fatto molto di quel che era stato chiamato a fare”.  Ha “conseguito tre grandi risultati. Abbiamo reso l’Italia uno dei paesi più vaccinati del mondo, abbiamo consegnato in tempo il Pnrr e raggiunto i 51 obiettivi”. In buona sostanza “abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui. Il governo ha creato queste condizioni indipendentemente da chi ci sarà” alla sua guida. La sua presenza dunque non appare indispensabile a Palazzo Chigi. L’importante, ha invece aggiunto il premier “è che il governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo governo, ed è la più ampia possibile. E’ una maggioranza che voglio ringraziare molto”, perchè “il sostegno delle forze politiche è stato fondamentale”. Senza dimenticare che “la responsabilità quotidiana dell’azione di governo sta nel Parlamento, la prosecuzione del governo sta nel Parlamento”, afferma. “E’ il Parlamento che decide la  vita del governo e la deciderà sempre. Proprio per questo, ha proseguito il premier, è necessario che questa maggioranza si confermi nella sua ampiezza, se non che si allarghi ulteriormente. Anche perchè, sempre guardando al prossimo cambio di guardia al Colle, ” la  responsabilità della decisione è interamente nelle mani delle forze politiche, quelle che hanno permesso a questo governo di agire, non è nelle mani di individui. Sarebbe veramente un fare offesa all’Italia, che è molto di più di persone individuali”.  La grandezza del Paese, ha sottolineato ancora Draghi, “non è determinata da questo o quell’individuo ma da un complesso di forze, di persone e di sostegno politico che permettono di andare nella direzione giusta”.  

E nuovamente rivolto ai partiti e al Parlamento, Draghi non si è sottratto dal richiamarli alla luce delle tensioni che si stanno evidenziando: “E’ immaginabile, e questo lo chiedo a tutti, ma soprattutto alle forze politiche, una maggioranza che si spacchi sull’elezione del Presidente della Repubblica e si ricomponga magicamente quando è il momento di sostenere il governo? Questa è la domanda che dobbiamo farci”. Mentre per quanto riguarda le tentazioni di elezioni anticipate accarezzate da qualcuno, ha dichiarato: “Per continuare l’azione di contrasto alla pandemia, di rilancio della crescita, di attuazione del Pnrr è essenziale che la legislatura vada avanti fino al suo termine naturale”.

Draghi infine ha rivolto parole di affettuosa considerazione nei confronti del Presidente della Repubblica. “Credo che il messaggio a Mattarella  debba essere di affetto, è quello che provano per prima cosa  tutti gli italiani. Ha svolto splendidamente il ruolo, ma l’ha fatto con dolcezza e fermezza, ha attraversato momenti  difficilissimi nel settennato e ha scelto con lucidità e  saggezza. E’ l’esempio, il modello” da seguire come Presidente della Repubblica.