Stand News (Foto DayToNews.com)

Sei giornalisti di Stand News arrestati a Hong Kong

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La polizia di Hong Kong ha arrestato stamani sei persone legate alla testata on line Stand News. Lo riportano media locali ripresi da Adnkronos.

La polizia dell’ex colonia ha dichiarato di aver arrestato “sei membri senior del personale o ex dipendenti di una società di informazione on line per cospirazione finalizzata alla pubblicazione di notizie sediziose”. In un’altra dichiarazione, la polizia ha dichiarato di aver dispiegato oltre 200 agenti in un’operazione “contro una società di informazione on line”. Un mandato di perquisizione e sequestro di “materiale giornalistico rilevante” è stato emesso in base alla legge sulla sicurezza nazionale, una norma controversa importa da Pechino a metà del 2020.

La testata colpita è Stand News, riporta il South China Morning Post, un sito popolare tra gli attivisti dell’opposizione di Hong Kong. La polizia ha riferito di aver arrestato tre uomini e tre donne, di età compresa tra 34 e 73 anni. La legge sulla sicurezza a Hong Kong prende di mira l’opposizione democratica e gli oppositori che Pechino considera sovversivi, separatisti, terroristi o cospiratori. Per i critici, serve a silenziare le opposizioni e a consolidare il potere del Partito Comunista. Oltre 100 attivisti pro democrazia sono stati arrestati in base a questa legge vaga e dozzine restano in carcere per accuse legate alle proteste.


In giugno il giornale pro democrazia Apple Daily è stato chiuso, dopo che il tabloid era stato preso di mira dalle autorità per presunte violazioni di legge. Dal primo luglio del 1997 l’ex colonia britannica è tornata a far parte della Cina, con un governo semi-autonomo, come regione amministrativa speciale. Secondo un sondaggio diffuso in novembre, il 46% dei giornalisti che lavorano a Hong Kong pensano di lasciare la città, a causa della nuova legge. L’84% degli intervistati afferma che le condizioni di lavoro sono peggiorate dal luglio 2020, quando è entrata in vigore la nuova legge. Il timore di conseguenze legali ha portato il 56% dei giornalisti ad autocensurarsi.