Rai, le tensioni tra l’UsigRai e l’ad Fuortes compattano i giornalisti

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Incontro nella sede dell’Ordine dei Giornalisti di Roma. Accanto all’UsigRai, Fnsi, Odg e Asr

Il braccio di ferro tra Usigrai e l’ad Rai Carlo Fuortes si sposta nella sede dell’Odg a Roma, luogo scelto dal sindacato dei giornalisti del servizio pubblico per organizzare una conferenza stampa.
L’occasione ha visto stringersi attorno all’UsigRai gli organismi di rappresentaza dei giornalisti, dalla Fnsi all’OdG, a Stampa Romana, per contestare nel metodo e nel merito la decisione dell’azienda – al di fuori di qualsiasi relazione sindacale corretta – di chiudere la terza edizione della TgR.

All’incontro è stato mostrato il videomessaggio dell’Usigrai sulle cancellazione di queste strisce informative di mezzanotte, effettive dal 7 gennaio. La trasmissione del comunicato era programmata per l’11 gennaio, nelle edizioni delle 14 dei tgR. Ma alle 23 della sera precedente è sopraggiunto il niet di Fuortes per non meglio precisati motivi editoriali, che però non possono essere causa di divieto secondo le regole sindacali.  
“Si tratta dell’ennesimo comportamento, gravissimo, di un Amministratore Delegato che evidentemente si sente padrone dell’azienda”, aveva scritto l’Usigrai, contestando il divieto aziendale, che contravviene a un “diritto sancito dal Contratto di Lavoro”.

UsigRai: dal vertice azione inappropriata

“Un fatto gravissimo e in spregio alle regole”, è stato stigmatizzato in conferenza stampa dal segretario usigrai, Daniele Macheda. “Abbiamo voluto render pubblico il videomessaggio proprio per mostrare che non ci sono elementi di denigrazione e di offesa o calunnia che avrebbero potuto motivare una opposizione”.

“Quella della Rai è un’azione inappropriata che ci lascia stupiti per l’arroganza con cui è stata portata avanti”. “Questo vertice non ha alcuna intenzione di avere corrette relazioni sindacali”, ha rimarcato.

Ma alla fine quale è l’obiettivo che l’Usigrai vuole raggiungere? “Ripristinare una corretta relazione sindacale e discutere all’interno di un piano industriale le scelte dell’azienda che al momento sembrano soluzioni spot messe qua e là in maniera confusa”.
“Il dato di fatto, ha continuato, è che hanno cancellato l’edizione della notte e hanno tolto l’informazione regionale dalle 20 alle 7 di mattina ma è rimasta aperta per i cittadini della Provincia autonoma di Bolzano i quali hanno detto di non voler rinunciare all’informazione del territorio, anticipando l’edizione alle 22,30. Guarda casa proprio l’orario che avevamo proposto noi di Usigrai in alternativa alla chiusura tout court”.
Macheda, in chiusura, ha ringraziato il consigliere dei dipendenti Riccardo Laganà collegato in videoconferenza proprio a sostegno dei giornalisti Rai.

Solidarietà all’UsigRai dall’Odg

“Siamo al fianco dell’Usigrai perché l’Ordine deve essere a fianco di chi difende il pluralismo dell’informazione a tutela dei cittadini”, ha detto il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, al quale ha fatto eco anche la segretaria del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Paola Spadari.

“La scelta della Rai penalizza i cittadini, perché taglia un pezzo dell’informazione. I giornali tendono ad allargare sulle edizioni locali e quella della Rai sembra invece in controtendenza”, ha rimarcato il presidente dell’ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo. “Noi saremo accanto all’Usigrai come Ordine del Lazio”.

A questo link il video integrale della conferenza stampa.

Fnsi: mai accaduto nulla di simile in Rai

“Questo è un incontro raro perché siamo tutti insieme – Ordine dei Giornalisti, Ordine del Lazio, Fnsi, Usigrai e Stampa Romana -, l’amministratore delegato della Rai è riuscito a compattarci”, ha detto il presidente dell’Fnsi, Beppe Giulietti, secondo cui “nella storia non è mai accaduto nulla di simile, nemmeno nel corso delle peggiori lottizzazioni”.
“Pensare di poter calpestare i diritti sindacali alla Rai è gravissimo, perché può accadere a chiunque anche fuori”.
“C’è violazione del contratto di servizio: va presentata una denuncia all’Agcom e alla Commissione di Vigilanza”.

“Mi sembra doveroso essere qui per denunciare il comportamento di quella che è la prima azienda culturale del Paese”, ha rimarcato poi Raffaele Lorusso, segretario Fnsi. “Il tema è di metodo, prima ancora di parlare di rimodulare l’offerta bisogna ristabilire corrette relazioni. Da parte dell’Usigrai non c’è stato alcun atto né in passato né con la nuova dirigenza nella direzione di voler rompere i rapporti. È sempre stato cercato il confronto con l’azienda che dovrebbe riconsiderare il proprio comportamento”.
“Mi auguro che possa esserci un ravvedimento operoso da parte della Rai. C’è bisogno di un clima non di accondiscendenza, ma di reciproca legittimazione e collaborazione”, ha aggiunto.

Giulietti: ripristinare le regole e riformare la Rai

A margine della conferenza, il presidente Fnsi Giulietti ha approfondito con Prima Comunicazione il suo punto di vista sull’intera vicenda. “Semplicemente bisogna ripristinare le regole”, ha sintetizzato Giulietti, contestando le decisioni dell’azienda. “Discendono dall’idea che non esistono le organizzazioni sindacali in Italia, una idea in contrasto con la Costituzione, il buon senso e una azienda editoriale che non si governa né a calci né a pedate”. “Il divieto di dare il comunicato sindacale è gravissimo. In tribunale non ci andrà solo Usigrai ma anche la Federazione, l’Ordine nazionale e l’Ordine regionale”.

“Non amo le azioni legali, ha chiarito, ma le regole vanno ripristinate in ogni sede, compresa quella legale. Tuttavia la cosa che mi amareggia e mi sconcerta è che l’azienda ha il compito di presentare un piano industriale e un piano editoriale previsto dal contratto di servizio. Questi piani glieli ha lasciati il precedente governo, a loro spettava convocare i sindacati e sfidarli sul terreno della riforma. Invece li stanno sfidando sul terreno della provocazione”.

Ma la Fnsi è convinta che non sia più procrastinabile la riforma dell’informazione della Rai? “Io ne sono convinto da trent’anni”, ha replicato Giulietti. “Sono le forze della vecchia e della nuova politica che non intendono superare il modello lottizzatorio”. “Questo governo della Rai cosiddetto dei Migliori ha replicato esattamente il percorso del governo dei Peggiori lasciando tutti i lotti inalterati”.
“Per di più, ha chiosato, prendo atto che non si sente più parlare neppure con questo Governo della legge di riforma della Rai. Sotto questo profilo anche questo governo è simile ai peggiori del passato”.