Alessandro Modiano.

Chi è Alessandro Modiano, il nostro Inviato speciale per il Clima

Condividi

Finalmente anche l’Italia si allinea con i principali partner internazionali con un proprio Inviato speciale per il Cambiamento climatico. Si tratta del ministro plenipotenziario (è la carica immediatamente sotto quella di ambasciatore), Alessandro Modiano. 57 anni, romano, diplomatico di lungo corso, ha ricoperto incarichi in diverse rappresentanze italiane all’estero, si e’ occupato di contrasto al cambiamento climatico anche in ambito G7, G20 e Ocse, e dal 2018 è direttore centrale per le questioni globali alla Farnesina e vice direttore generale per la mondializzazione e le questioni globali. E’ lui che, dopo una fase di impasse durata svariati mesi, assume l’importante carica nel settore divenuto componente fondamentale della politica estera dell’Italia e dell’Unione Europea. La sua nomina – giunta per certi versi inattesa, il suo nome non era tra quelli che circolavano piu’ insistentemente nei mesi passati – è stata ufficializzata sabato scorso, 16 gennaio, dai ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione (Maeci), Luigi Di Maio e della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. L’inviato speciale, scelto da quest’ultimo come Direttore generale per l’attivita’ europea e internazionale del Mite, svolgera’ un’importante azione di raccordo tra Maeci e Mite e sara’ riferimento per la dimensione esterna delle politiche di contrasto al cambiamento climatico delle varie amministrazioni italiane. L’inviato speciale per il clima è inoltre la persona incaricata di seguire i negoziati e di rappresentare l’Italia a tutti i tavoli internazionali ed e’ figura di primo piano per la transizione ecologica italiana a livello europeo e mondiale.

Roberto Cingolani (Foto Ansa- EPA/FILIPPO ATTILI)

Finalmente dunque anche il nostro Paese afferma la propria posizione di leadership e responsabilita’ verso il Pianeta e puo’ affiancarsi agli altri Paesi con questa figura importantissima, centrale per sostenere la transizione sostenibile non solo nei Paesi industrializzati, ma anche e soprattutto in quelli emergenti che presentano una inferiore capacità di mobilitare investimenti. A livello internazionale molti stanno compiendo la scelta di dotarsi di questa figura. E molti lo hanno gia’ fatto. Il presidente Usa, Joe Biden, che ha sancito il rientro del Paese negli accordi di Parigi, dopo la clamorosa uscita decisa da Trump, ha scelto come “zar del clima” l’ex segretario di Stato Usa, John Kerry (mentre l’inviata per il Clima per questioni interne e’ Gina McCarthy). La Gran Bretagna nel 2017 ha nominato per tale carica Nick Bridge, mentre la Cina e’ oramai da 10 anni che ha un proprio inviato speciale per il Clima, carica ricoperta da Xie Zenhua. L’Unione europea al contrario non ha una figura ad hoc, e le competenze sono spalmate tra l’alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell e il vicepresidente della Commissione con delega al clima, Frans Timmermanns.

Alessandro Modiano.
Alessandro Modiano.

In Italia la nomina di Modiano non ha mancato di rinfocolare qualche polemica soprattutto in ordine ai tempi della nomina di un nostro Inviato speciale per il Cambiamento climatico, la cui figura era stata istituita in Italia da oltre sei mesi (il ruolo e’ stato ricoperto finora dal ministro Cingolani) mentre la nomina – si lamenta – giunge dopo la conclusione della Conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici Cop 26 di Glagow (e del pre-Cop di Milano) e anche dopo il termine del G20 di Roma che si e’ svolto sotto la presidenza italiana. Ma per il neo Inviato speciale gli appuntamenti certo non mancano. Il prossimo importante evento in agenda gia’ programmato e a cui partecipera’ Modiano è la Cop27 che si terrà in Egitto nel 2022.