Rai, Soldi: mandato più lungo per i vertici. Non sia agone politico

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In Commissione Lavori Pubblici, la presidente di Viale Mazzini chiede di affrontare anche il tema della personalità giuridica mista della Rai

Se l’intervento dell’ad Carlo Fuortes ha puntato principalmente sugli aspetti economici della riforma del servizio pubblico, e sulla necessità di dare risorse certe alla Rai, il discorso in Commissione Lavori pubblici di Marinella Soldi ha avuto nelle parole indipendenza e stabilità due dei suoi elementi cardine.

“Tutti i disegni di legge presentati, ha esordito, hanno l’obiettivo di garantire la massima indipendenza di gestione, mettendo la Rai in condizioni di competere nello scenario futuro, recuperando quell’autonomia e indipendenza strutturali che rappresentano la condizione per realizzare una vera diversità di contenuti editoriali rispetto alla televisione commerciale e garantendo meglio il pluralismo e la qualità proprie del servizio pubblico”.

Bbc modello da seguire

Attingendo al suo vissuto personale, Soldi ha indicato nella Bbc il modello da seguire. Ma, ha chiarito, applicandolo e modificandolo “in base al contesto in cui si vive”. “Il Parlamento è editore di riferimento, si potrebbe arricchire questa relazione anche con altri aspetti della società che comunque sono stakeholder per il servizio pubblico”.

La Rai e gli ostacoli del suo status giuridico

Nella sua riflessione, Soldi ha affrontato anche il tema della personalità giuridica mista della Rai. Un nodo che per la presidente va risolto per rendere il servizio pubblico “davvero in grado di essere al passo con i tempi e confrontarsi con competitor agili e veloci”.
“Società di diritto privato, la Rai riveste al contempo natura di organismo di diritto pubblico ai fini dell’applicazione del codice dei contratti pubblici”, ha commentato, elencando le problematiche che discendono da questa condizione.
“Quest’unicum giuridico, ha argomentato, ostacola il processo di cambiamento perché deve tener conto di un codice d’appalti riferito ad un contesto stabile, senza mutamenti, tutto il contrario del contesto in cui oggi operano i player multimediali. Allo stesso tempo, allo stato, impedisce – per citare un tema attualissimo – l’accesso diretto ai fondi del Pnrr, aperto invece ai soggetti pubblici”.

“E’ essenziale che la futura riforma metta la Rai in condizioni di agire con vera logica di impresa. Consentendo a chi è chiamata a governarla libertà di scelta – e conseguenti responsabilità. E’ altrettanto essenziale che il processo di riforma parta da una visione strategica di lungo respiro, basata su un’idea precisa e ampiamente condivisa di quale debba essere il ruolo del Servizio Pubblico nell’era digitale”.

“La rivoluzione digitale è iniziata da molti anni e incide e altera ogni aspetto delle nostre esistenze. Sta riscrivendo la geografia umana, sociale, culturale, economica e istituzionale. Il Servizio Pubblico deve potersi mettere al passo con questo processo, se vuole restare rilevante e continuare a svolgere la funzione essenziale che storicamente ha svolto per la vita del Paese”.

Soldi: vertice con mandato quinquennale

La presidente Rai ha detto la sua anche sul rapporto tra Rai e la politica, e le ripercussioni che ha il tema sulla fiducia dei cittadini. “L’attuale governance lega l’azienda alle contingenze della politica, la rende dipendente dalla congiuntura, talvolta la trasforma – suo malgrado – in un agone politico parallelo. Questo da un lato allontana e rende diffidenti i cittadini, e dall’altro rende l’azienda fragile”.
“Non credo che il Servizio Pubblico abbia bisogno di “meno politica”, come spesso si sente dire. Ma, sull’esempio di tanti altri Servizi Pubblici europei, abbia bisogno di “più società”. In questo senso, dunque, di “più politica”, ma in un’ottica più ampia e diversa, inclusiva e plurale. Un Servizio Pubblico che sia appunto Rilevante, Credibile, Sostenibile ed Inclusivo”.

“Indipendentemente dalle procedure di nomina che si vorranno adottare – ha sottolineato -, alla Rai serve stabilità: di risorse, naturalmente, ma c’è assoluto bisogno anche di una governance aziendale stabile, il più possibile slegata dagli scossoni quotidiani del dibattito nazionale e con un orizzonte temporale sufficiente a delineare strategie efficaci. “L’attuale mandato ha durata triennale, inferiore quindi ai cinque anni previsti per il Contratto di Servizio”, ha rilevato Soldi. “Sarebbe utile allineare le due durate: in questo modo la stessa governance che stipula e negozia il Contratto, se ne assumerebbe completa responsabilità di attuazione. Un quinquennio è anche la durata del mandato dei vertici della maggior parte dei Servizi Pubblici europei”.

Inclusività e alleanze

Soldi ha allargato lo sguardo indicando in che direzione potrebbe muoversi la Rai. “Di fronte a un’offerta sempre più vasta e più commerciale, quello che il servizio pubblico ha come possibile fetta di mercato che nessuno guarda, dove può essere sempre più rilevante, è tutta la parte relativa all’inclusività, tutta la parte di società non servita da operatori commerciali”.
Rispetto al tema delle alleanze con gli over the top, Soldi ha detto di credere “abbastanza al tema delle alleanza ben sapendo che non si può giocare in Italia senza aderire alle regole alle quale anche il resto degli operatori devono aderire”.