Daniele Macheda, segretario usigRai (Foto ANSA/USIGRAI)

Usigrai: bene allarme canone. Ma l’ad difenda la Rai con il piano industriale

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Il sindacato commenta l’allarme lanciato dall’ad in Commissione Lavori al Senato

“Va bene l’allarme sul canone incongruo, ma poi concretamente Fuortes che fa per ottenerlo?”. E’ la domanda che apre la nota con cui l’UsigRai ha commentato l’intervento in commissione lavori pubblici dell’ad Rai, Carlo Fuortes.

Un lungo discorso in cui il manager ha ribadito la necessità del servizio pubblico di poter contare su risorse certe, in linea con gli obiettivi Rai, vista anche la difficoltà di poter fare ulteriori tagli nelle spese. Ma che non ha del tutto convinto il sindacato dei giornalisti.
“Chiedere il maltolto e poi predisporre un budget in pareggio grazie ai tagli all’informazione è la migliore cortesia che l’ad della Rai possa fare a chi non vuole restituire tutto il canone e anzi vuole ridimensionare il servizio pubblico. Non è riducendo i servizi ai cittadini che chi gestisce il servizio pubblico ha fatto bene il suo mestiere”, ha attaccato.

“Se il canone, gravato com’è da trattenute di ogni tipo, non è sufficiente, ci chiediamo cosa ha fatto l’amministratore delegato della Rai per ottenerne l’adeguamento. Nell’audizione al Senato, insiste l’Usigrai, l’impressione è che l’ad abbia ancora una volta indicato il pericolo ma non le soluzioni per evitarlo”.

“Per scongiurare il ridimensionamento del ruolo dell’azienda, Fuortes dovrebbe prima di tutto difendere il prodotto e la missione di servizio pubblico a favore di cittadine e cittadini, in linea con il contratto di servizio. E dovrebbe farlo partendo da un piano industriale e non dai tagli”, ha concluso.