Pechino 2022, la Cina avverte gli atleti: le proteste saranno punite

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Via gli accrediti in caso di manifestazioni di dissenso. Ma anche le organizzazioni per i diritti umani invitano gli sportivi alla moderazione: “fate sentire la vostra voce a casa”

Manifestazioni di dissenso non sono mai particolarmente gradite in Cina, tanto meno durante le Olimpiadi. E’ l’avvertimento che l’organizzazione dei giochi di Pechino ha fatto pervenire agli atleti stranieri, durante una conferenza stampa virtuale ospitato dall’ambasciata cinese negli Stati Uniti.

“Sicura punizione”

Comportamenti o dichiarazioni contrari allo spirito olimpico o a leggi cinesi “saranno soggetti a sicura punizione”, ha dichiarato Yang Shu, vice direttore generale delle relazioni internazionali del comitato organizzatore dei Giochi.
Tra le misure paventate la cancellazione dell’accredito degli atleti, se le loro azioni o parole saranno contro la Carta olimpica.

Regole cinesi vaghe

Un invito simile – simile nel contenuto, non certo nella forma – è stato rivolto agli atleti anche in un incontro organizzato da Human Right Watch. Il principio, spiega Reuters, per gli sportivi è quello di non esporsi in Cina, di limitarsi a gareggiare, per poi far sentire la propria voce una volta tornati a casa.
Le leggi cinesi sono molte vaghe sui crimini che possono essere utilizzati per perseguire la libertà di espressione nel paese e le persone, con una certa facilità, possono essere accusate per le loro opinioni.
A vantaggio di questo gioca anche il fatto che il Comitato Olimpico, alla regola 50, afferma: “nessun tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale è consentita in qualsiasi sito olimpico, sede o altra area”.

ll rischio per gli atleti è duplice: da una parte le autorictà cinesi, dall’altra il possibile intervento del Comitato Olimpico.

Le critiche al Cio e il boicottaggio diplomatico

Tra l’altro è bene ricordare che la questione sulla tutela della libertà di espressione e ancora di più dei diritti umani ha portato il Cio a fronteggiare diverse critiche per l’assegnazione dei giochi alla Cina.
E da ultimo ha spinto gli Usa al boicottaggio diplomatico della cerimonia di apertura, escludendo la presenza di una delegazione ufficiale.
La decisione ha spinto altri paesi – come Uk, Australia e Giappone – ad adottare posizioni simili, ma al momento sembra aver assunto confini più sfumati vista la notizia del rilascio di un buon numero di visti da parte delle autorità cinesi a funzionari del Dipartimento di Stato e di altri dipartimenti governativi americani.