Andrea Orcel (Foto Ansa)

Unicredit al primo posto tra le aziende italiane più sostenibili, seconda nel mondo

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Primo posto in classifica per Unicredit in Italia e al secondo tra le banche a livello mondiale nella classifica 2022 di Corporate Knights delle aziende più sostenibili. La competizione era tra 751 aziende a livello globale e la posizione generale della banca nel Corporate Knights’ Global 100 Index per il 2022 è 59. E’ quanto riporta Adnkronos.

“Il nostro obiettivo -ha commentato Andrea Orcel, ceo di Unicredit- è far sì che le nostre azioni siano in linea con i nostri principi, non solo essendo di esempio nel modo in cui gestiamo il nostro business, ma anche supportando i nostri clienti e le comunità in cui siamo presenti attraverso le varie fasi della loro transizione. Per questo dobbiamo trovare un giusto equilibrio tra azioni ambientali incisive e l’impatto sociale che esse possono avere, seguendo un percorso che consenta di realizzare, nel minor tempo possibile, la società sostenibile che stiamo cercando di costruire per tutti”.

E’ la prima volta che Unicredit viene inclusa nel Global 100 Index di Corporate Knights, che fornisce una classifica annuale delle 100 aziende più sostenibili del mondo sulla base delle principali metriche ambientali, sociali e di governance, chiamate anche esg. La classifica si basa su una valutazione rigorosa di 6.914 aziende con ricavi superiori a 1 miliardo di dollari. Inoltre, mette in evidenza i progressi sul fronte delle priorità e dei risultati in ambito esg e l’ampiezza del divario tra i leader della sostenibilità e le aziende loro pari a livello globale. La sostenibilità è una leva fondamentale di Unicredit Unlocked, la nuova strategia aziendale che la banca ha presentato a dicembre 2021, ponendosi numerosi ambiziosi obiettivi in ambito esg per il 2022-2024. Tra essi un target di 150 miliardi di euro in nuovi volumi totali esg tra prestiti ambientali, prodotti di investimento esg, obbligazioni sostenibili e prestiti sociali. Unicredit investirà anche 100 milioni di euro per garantire parità di retribuzione a parità di lavoro e si impegna a raggiungere l’obiettivo zero, net-zero, per le proprie emissioni entro il 2030 e per le emissioni finanziate entro il 2050.