Bbc e canone. Davie: senza deluderebbe gli spettatori

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Il canone non è un problema che riguarda esclusivamente il servizio pubblico italiano. Una dimostrazione arriva da quello che sta succendo oltre manica e che coinvolge la Bbc.

Verso il taglio del canone

A inizio settimana il ministro della cultura Nadine Dorries ha annunciato che per i prossimi due anni il canone per l’emittente non sarà ritoccato al rialzo, dando chiara indicazione dell’intenzione del governo di BoJo di arrivare all’eliminazione della tassa nel 2027. Proteste sono arrivate dalla politica e dalla stessa Bbc, convinta di dover arrivare a operare tagli alla sua programmazione, e forse anche a canali e servizi.

L’intervento del dg della Bbc, Davie

Ora a far sentire la sua voce è lo stesso dg del servizio pubblico britannico, Tim Davie, che senza mezzi termini ha detto che una Bbc fondata esclusivamente su mezzi commerciali – pari al 25% degli incassi totali dell’emittente – non sarebbe in grado di servire il pubblico inglese globale nel modo in cui fa ora.
Intervenendo su Radio Bbc, racconta Reuters, il manager ha detto che l’emittente, alle soglie dei suoi cento anni, perderebbe qualcosa di prezioso se perseguisse un modello commerciale.
“Serve tutto il pubblico britannico”, ha spiegato, rimarcando l’importanza del principio di universalità.
La Bbc può diventare commerciale? “of course”, la risposta. “Ma non farà quello che fa oggi”.

Quindi i numeri. La soluzione lascerebbe la Bbc con un deficit di 285 milioni di sterline che porterebbero a tagli.
Ma la Bbc, ha ricordato, deve riflettere adeguatamente tutta la comunità, restando imparziale: una missione difficile da rispettare in un mondo sempre più polarizzato.