Emiciclo Parlamento europeo a Strasburgo (Foto Ansa)

Dsa, ok dal Parlamento Ue. Big Tech più responsabili su controllo contenuti

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Il via libera apre la strada per negoziare il testo di legge finale con il Consiglio Ue

Via libera del Parlamento europeo al Digital Services Act (Dsa), il disegno di legge che impone alle grandi piattaforme online come Google, Apple, Facebook e Amazon una maggiore responsabilità sul controllo e la moderazione dei contenuti.

Il testo è stato approvato in assemblea plenaria con 530 voti favorevoli, 78 contrari e 80 astenuti. Ora il via libera apre la strada per negoziare il testo di legge finale con il Consiglio Ue, che rappresenta i Paesi membri.

Schaldemose: regole a vantaggio di cittadini e consumatori

“Le piattaforme online sono diventate sempre più importanti nella nostra vita quotidiana, portando nuove opportunità, ma anche nuovi rischi”, ha detto dopo il voto l’eurodeputata socialista Christel Schaldemose, responsabile del dossier per il Parlamento Ue. “È nostro dovere assicurarci che ciò che è illegale offline sia illegale online. Dobbiamo assicurarci di mettere in atto regole digitali a beneficio dei consumatori e dei cittadini”.

Più responsabilità per le Big Tech

Avanzato dalla Commissione europea nel dicembre 2020, il Dsa definisce competenze e responsabilità chiare per le piattaforme online come di vendita e social. Tra le principali misure vi sono la rimozione diretta dei contenuti illegali o nocivi, la responsabilità legale per le Big Tech nei confronti degli utenti, più opzioni per negare il consenso alla pubblicità mirata e una maggiore trasparenza sugli algoritmi.

Così come approvato, il Dsa istituisce un meccanismo di “notifica e azione” e garanzie per la rimozione “senza indebito ritardo” di prodotti, servizi o contenuti illegali online. I deputati hanno poi incluso salvaguardie più rigorose per garantire che le notifiche siano trattate in modo non arbitrario e non discriminatorio e nel rispetto dei diritti fondamentali, compresa la libertà di espressione.

Le piattaforme di dimensioni molto grandi saranno soggette a obblighi specifici sulla diffusione di contenuti illegali e nocivi e la disinformazione, incluse disposizioni in materia di valutazioni dei rischi obbligatorie, misure di attenuazione dei rischi, audit indipendenti e trasparenza dei cosiddetti “sistemi di raccomandazione” (algoritmi che determinano ciò che gli utenti vedono).

Targeting e pluralismo media. Cosa prevede il Dsa

Rispetto al testo originario avanzato da Bruxelles, gli eurodeputati hanno introdotto l’esenzione da alcuni obblighi per le micro e piccole imprese, rafforzato le misure sulla pubblicità mirata con più opzioni per gli utenti che vogliono rifiutare o revocare il loro consenso.
Vietate poi le tecniche di targeting indirizzate ai minori o che prendono di mira gruppi vulnerabili e le tecniche ingannevoli o di ‘nudging’ per influenzare il comportamento degli utenti attraverso ‘modelli occulti’.

Previsti anche maggiore trasparenza nell’uso degli algoritmi e il diritto al risarcimento da parte degli utenti. Tra gli emendamenti approvati, anche l’impegno per le Big Tech al rispetto della libertà di espressione e del pluralismo dei media.