Assistenti vocali nel mirino Ue. Possibili indagini su Google, Amazon e Apple

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Nei prossimi mesi potrebbe aprirsi nuove indagini antitrust

Bruxelles non molla la presa sulle Big Tech. Nella settimana che ha portato all’approvazione del Dsa e in cui la vicepresidente Margrethe Vestager ha iniziato a mettere in guardia sulla necessità di tenere d’occhio il metaverso, ora l’attenzione si potrebbe concentrare sugli assistenti vocali. E sul dominio che le Big tech potrebbero avere su questo ambito, mettendo a rischio la concorrenza nel mercato Unico.

Possibili indagini

“Il settore dell’Internet delle cose sta diventando sempre più parte della nostra vita quotidiana. I risultati finali della nostra indagine confermano le preoccupazioni individuate nella relazione preliminare”, ha spiegato la stessa Vestager. “Questo è un mercato con elevate barriere all’ingresso, pochi attori integrati verticalmente e criticità sull’accesso ai dati, l’interoperabilità o le pratiche esclusive”.

Preoccupazioni per il controllo dati e il loro utilizzo

Dopo le indicazioni di oltre 200 aziende di settore attive in Europa, Asia e Usa, e una consultazione pubblica, a finire nel mirino Ue sono le pratiche esclusive e vincolanti di vendita e uso degli assistenti vocali di Google, Amazon e Apple, il loro controllo delle relazioni con gli utenti grazie alla raccolta massiccia di dati, l’ampio accesso ai dati a proprio vantaggio anche per penetrare i mercati adiacenti, e la creazione di uno ‘standard de facto’ che preclude l’interoperabilità nel settore, limitando la funzionalità dei servizi di terze parti.

Le informazioni raccolte potrebbero portare all’apertura di nuovi casi antitrust nei prossimi mesi. Bruxelles spera che l’analisi dia un segnale ai mercati, stimolando le aziende “ad affrontare in modo proattivo queste preoccupazioni”.
In quest’ottica, “la Commissione prende atto della recente revisione da parte di Amazon di alcune delle condizioni applicabili ai suoi servizi di riordino automatico e intelligente dei prodotti”.