Agcom punisce Dazn. Ascolti, ecco i numeri che lasciano perplessi

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Agcom punisce Dazn sulla qualità delle emissioni e sulla metodologia con cui vengono rilevati gli ascolti. Questione di trasparenza e terzietà, ma anche di credibilità delle stime prodotte. Intanto sul numero degli abbonati si rimane fermi…

Agcom punisce Dazn sulla qualità dello streaming e il metodo di rilevazione degli ascolti. Tempi veramente duri per la società guidata da Veronica Diquattro.

Con i tre provvedimenti delineati nella riunione del consiglio del 20 gennaio, l’Authority presieduta da Giacomo Lasorella ha avvertito e sanzionato la società che si è assicurata la polpa dei diritti tv della Serie A.

Un metodo sbagliato

Particolarmente netta e senza appello è stata la valutazione sulla metodologia con cui Dazn ha misurato le proprie audience. Un sistema ‘ibrido’, si potrebbe dire. Auditel ha fin qui rilevato le performance sul versante ‘big screen’: l’ascolto sulle smart tv, sul timvision box e quello generato sul digitale terrestre. Nel contempo, sul fronte critico della cosiddetta ‘total audience’ – la sommatoria complessiva, cioè, di ascolto sul grande schermo e quello sui vari device con cui è possibile seguire le partite – Dazn ha adottato e promosso le elaborazioni fornitegli da Nielsen. Ebbene, nel suo provvedimento Agcom ha bocciato senza appello il fatto che queste misurazioni fossero senza una certificazione ‘terza’.

Serve un JIC

Stime, cioè, prive di quelle garanzie fornite tipicamente dai sistemi di rilevazione dei Joint Industry Committee (come Auditel, ad esempio). Ma a rendere perplesso il mercato sul ‘metodo Dazn’, in questi mesi, non sono stati solo gli aspetti formali legati alla produzione dei dati e alla loro trasparenza.

Giacomo Lasorella presidente Agcom (© Massimo Sestini)

In avvio di stagione, raccontando come era stata impostata l’indagine, i ‘tecnici’ di Nielsen avevano garantito che andando avanti il torneo si sarebbero smussate le differenze subito esistenti, ad esempio, tra le misurazioni di Auditel degli ascolti delle partite di Serie A sui grandi schermi e quelle prodotte sulla stessa tipologia di fruizione dalla società incaricata da Dazn.

Ma le cose sono andate diversamente. E nel corso dei vari turni, la stessa partita – per la componente ‘big screen’ – è stata sovente pesata da Nielsen con un numero di ascoltatori ben oltre il 50% superiore a quello del JIC di cui è presidente Andrea Imperiali. Esemplare la situazione venutasi a creare, da questo punto di vista, nell’ultima giornata. Con degli scostamenti in qualche caso clamorosi. Il dato Dazn è risultato superiore del 74%, accreditando allo streamer un complessivo di 6,2 milioni invece che 3,5 milioni. Particolarmente ‘sopravvalutato’ è stato, in particolare, il bilancio big screen di Juventus- Udinese: Auditel gli ha assegnato 360mila spettatori, mentre Dazn 687mila (+90%).

Ma quanti abbonati ha ora Dazn? Il dato di settembre, di 1,9 milioni, non è stato più aggiornato. Perché?

Singolare che questa superfetazione delle audience avvenga, oltretutto, in un periodo in cui tutti gli interlocutori cui Dazn deve dare i propri dati sugli abbonati (la Lega, l’Agcom, Auditel) tardano a riceverli. Così, in Lega Calcio, a quanto pare, per adesso fanno ancora fede gli oltre 1,9 milioni di abbonati dichiarati a settembre. Ma qualcuno dei presidenti dei club comincia a temere che il numero di sottoscrittori – nonostante le aggressive promozioni di Tim dell’ultimo periodo – possa essere nel frattempo perfino un po’ calato.

Un pessimo indicatore, in un contesto in cui, tra le altre cose, Omicron ha cominciato a limitare l’accesso agli stadi e, di conseguenza, le attività di marketing collegate. Milan-Juventus, partita clou del prossimo turno, domenica alle 20.45, in esclusiva su Dazn, potrà contare solo su 5000 mila spettatori al Meazza. Quanto spettatori televisivi farà? Tutti sono curiosi di verificare quanto scarto ci sarà stavolta, con la sentenza di Lasorella calda, tra Auditel e Nielsen in quella che potrebbe diventare la partita più vista del campionato fino a questo punto della stagione.