No Women No Panel: patto in Rai per la parità di genere

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Protagoniste della firma la presidente Soldi e la ministra Bonetti

Mai più convegni, dibattiti, trasmissioni radio-tv dove sono solo uomini a parlare. È l’impegno ufficiale siglato con No Women No Panel – Senza Donne Non Se Ne Parla, il Memorandum d’intesa promosso dalla Rai e sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio. A firmarlo la presidente di Viale Mazzini, Marinella Soldi, e la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti.

Soldi: modelli per ispirare le più giovani

L’intesa diventa un modo per proporre modelli nuovi, rendendo anche i media protagonisti di una rappresentazione di genere equilibrata nelle discussioni. “La Rai, come Servizio pubblico rilevante, inclusivo, credibile e sostenibile”, ha detto Soldi, “ha la responsabilità di proporre – soprattutto alle nuove generazioni – dei modelli di ruolo femminili che siano un esempio e un’ispirazione”.

E l’Italia oggi rischia di finire fanalino di coda dell’Europa, solo 14/a per uguaglianza di genere. “I dati della Rai negli ultimi rilevamenti del 2020, dicono che la presenza femminile nella nostra programmazione è al 37%”, ha rimarcato Soldi. “Soprattutto, che è diverso il peso: le donne vengono principalmente chiamate a raccontare storie personali. Meno delle loro competenze. Per essere un servizio pubblico rilevante, credibile, inclusivo e soprattutto sostenibile, abbiamo la responsabilità di proporre modelli femminili che vadano oltre gli stereotipi. Anche per far capire alle ragazze che possono aspirare a qualsiasi professione. Il Memorandum, ha aggiunto, prevede un impegno semplice: che in ogni dibattito e talk show ci sia un’equa rappresentanza di genere”.

Bonetti: No Women è anche “no development”

“Una democrazia non può essere definita tale senza le storie delle donne del nostro Paese. Intanto, perché le donne hanno costruito il volto di chi oggi siamo, ma ancora di più perché le donne sono chiamate a costruire il progetto di futuro che vogliamo essere”, ha detto la ministra Bonetti.
“Dire No Women No Panel significa fare lo sforzo di chiedersi qual è la donna più adatta e più competente per parlare di una certa tematica, accanto all’uomo più adatto e più competente. E la scoperta straordinaria è che le donne ci sono, non vanno inventate. Un processo di riconoscimento fondamentale perché ogni talento femminile che rimane nascosto e inespresso non è solo un atto di ingiustizia nei confronti di una donna, ma penalizza la nostra società”.
“No Women No Panel, ha concluso allargando il titolo del memorandum, “significa anche no development, niente sviluppo, per il Paese”.

Da sinistra, Francesca Bria; Simona Agnes; La presidente Rai, Marinella Soldi; la ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti e Francesca Bria (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Impegno condiviso

L’impegno è stato sottoscritto anche da Tiziano Treu, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro; Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea; Michele Emiliano, Vice Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome; Michele De Pascale, Presidente Unione delle Province Italiane; Maria Terranova, Vice Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani; Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università Sapienza di Roma per la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane; Roberto Antonelli, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei.